ROMA – L’apertura immediata di un tavolo di concertazione dove affrontare due aspetti principali: lo stato di emergenza sociale e un piano programmatico di rilancio. Hanno chiesto questo le partite Iva di tutta Italia che all’alba hanno raggiunto la capitale, per poi manifestare in piazza del Popolo: per la categoria si tratta del primo sciopero nazionale. I coordinatori si sono alternati sul palco, con una serie di interventi e riflessioni sullo stato attuale, la crisi che ha costretto molti di loro ad una chiusura definitiva, l’incertezza del domani alla quale nessuno (a distanza di un anno) sa ancora dare risposte.
Tra i manifestanti, anche pugliesi e salentini. A rappresentarli l’associazione “Partite Iva insieme per Cambiare”, coordinata in Puglia da Angelo Petrelli, e in provincia di Lecce da Emilio Personé. Un movimento spontaneo nato su fb e che oggi conta 450mila iscritti, avendo accolto al suo interno anche altre associazioni. (Apit, Pin, Movimento Impresa, Italia che Lavora, Robby Giusti Associazione nazionale Dj, Aias, Aisp, Rete P.Iva, Mio, Conflavoro, Confsal, Fipe/Silb).
Tra le proposte lanciate: la liquidità immediata alle imprese, la riduzione del carico fiscale al 30-35%, la presunzione di innocenza in campo fiscale secondo il principio “nessuno è evasore fino a prova contraria accertata da sentenza definitiva”, il no al pagamento anticipato delle imposte come gli acconti d’imposta, la sanatoria dei debiti tributari pendenti in base all’effettiva capacità contributiva di ognuno e dilazioni lunghe (10-15 anni), il no a limiti al contante, l’introduzione di ammortizzatori sociali a protezione del reddito anche ai lavoratori autonomi e, infine, la semplificazione della burocrazia”, si legge, infine.
Proprio durante la manifestazione è arrivata la promessa del Governo: aprire al MEF (Ministero dell’economia e delle finanze) il tavolo di concertazione auspicato e richiesto da tempo dalle partite Iva. La speranza è che al tanto atteso annuncio, seguano i fatti.