LECCE- Giunge al capolinea il progetto IMPRECO finanziato nell’ambito del programma Interreg ADRION per costituire una rete transnazionale di aree protette e comunità locali con l’obiettivo di salvaguardare gli ecosistemi, i servizi che essi forniscono e la biodiversità alla scala geografica della Macroregione Adriatico-Ionica. L’Università del Salento ha ospitato il meeting finale, che, in aderenza all’ultimo D.P.C.M. è stato trasmesso in video conferenza con settanta connessioni tra i parners del progetto, ricercatori, stakeholder, la presidente del consiglio della Regione Puglia Loredana Capone e la commissaria dell’Unione Europea Eleni Hatziyanni. Nel corso del meeting, che è stato aperto con i saluti istituzionali del rettore dell’Università del Salento, prof.re Fabio Pollice, sono stati presentati i risultati raggiunti dopo tre anni di attività specifiche su tematiche transnazionali della Macro-Regione Adriatico-Ionica, nota con l’acronimo EUSAIR.
É stata così creata una rete di 7 aree protette in cui si sono concentrate le attività del progetto transnazionale IMPRECO. L’Università del Salento ha contribuito a questa rete con il sito Natura 2000 Acquatina di Frigole, e, oltre allo sviluppo sostenibile, lo sguardo dei 7 partner, dei 5 paesi e delle 7 città/aree che hanno partecipato, ormai è rivolto alle prospettive di capitalizzazione, così come sottolineato dal responsabile scientifico del progetto, prof.re Maurizio Pinna, ecologo dell’Università del Salento, che ha acceso un faro sull’importanza delle aree protette non solo da un punto di vista ecologico, ma anche socio-economico nel solco del progetto IMPRECO.