BARI – Nonostante il Tar di Bari, con decreto monocratico, abbia di fatto bocciato e sospeso l’ordinanza regionale che chiudeva le scuole, e nonostante il Ministro Azzolina sia intervenuta più volte per bacchettare e chiedere un cambio di rotta al Governatore, la Regione Puglia è ancora convinta della bontà di quella sua scelta: a scuola – a suo avviso – al momento è meglio non andare. Per questo ha chiesto e ottenuto un anticipo al 18 novembre dell’udienza camerale del TAR Bari per la decisione della sospensiva contro quell’ordinanza della discordia risalente al 27 ottobre scorso.
Nella Camera di Consiglio si discuterà della conferma del decreto monocratico che ha sospeso l’ordinanza regionale. Decreto per il quale hanno esultato i gruppi di genitori che hanno avanzato ricorso (di cui uno difeso dall’avv. Pietro Quinto e un altro dall’avvocato Alberto Pepe) oltre al Codacons difeso dall’Avv. Luisa Carpentieri.
Nei vari ricorsi presentati si sottolineava l’inadeguatezza, sotto un profilo logico e giuridico, di una ordinanza più restrittiva di quanto previsto dall’ultimo Dpcm che consente la didattica in presenza anche nelle zone classificate al massimo rischio (zone rosse). A questo – hanno motivato i legali dei ricorrenti – si aggiunge la materiale impossibilità di assicurare a tutti gli alunni un servizio didattico a distanza adeguato.
Il Presidente Emiliano, pur dando esecuzione al decreto del TAR, con un’altra ordinanza ha consentito poi la didattica in presenza, lasciando però ai genitori la libertà di decidere ciascuno per i propri figli se usufruirne o no. Certo, dunque, della bontà del suo operato, e forte di una pronuncia del Tar Campania che ha respinto ricorsi assimilabili a quelli presentati in Puglia, Emiliano è ancora convinto a dimostrare la bontà della sua scelta originaria proprio nella prossima udienza.
Per l’avvocato Alberto Pepe, “la richiesta di anticipazione della stessa rischia di rivelarsi processualmente inopportuna. “Ed infatti -spiega- l’eventuale impugnazione innanzi allo stesso TAR anche della seconda ordinanza del Presidente Emiliano da parte dei ricorrenti, comporterebbe l’assenza dei termini a difesa per le parti nel corso dell’udienza (anticipata) del 18/11 e, conseguentemente, l’obbligo giuridico da parte dello stesso TAR di rinviare ulteriormente l’udienza, con il rischio che questo rinvio sia addirittura a data successiva a quella già inizialmente fissata dal Giudice amministrativo al 3/12”.
Intanto è il Ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, a tentare di mediare tra governo e Regione per trovare una strada che possa permettere un avvicinamento delle posizioni tra il ministro per l’Istruzione Azzolina e il governatore Emiliano. Per quanto il tentativo sia ritenuto un inizio, al momento le posizioni restano distanti.
La Azzolina è determinata ad ottenere la revoca della seconda e ultima ordinanza che consente la didattica a distanza per quei genitori che non vogliono mandare i propri figli a scuola, mentre Emiliano non arretra di un passo.
E.Fio