PUGLIA – Agriturismo: autunno da dimenticare in Puglia con il crollo delle presenze dei turisti italiani, l’azzeramento delle vacanze destagionalizzate a settembre e ad ottobre e i turisti stranieri che mancavano all’appello già da agosto. E’ quanto rileva Coldiretti Puglia, che ha tracciato un bilancio sull’andamento delle presenze a settembre e nella prima decade di ottobre, con strutture già vuote e un brusco rallentamento anche del segmento della ristorazione rurale.
Non solo: “La risalita della curva di contagi rende i prossimi mesi assolutamente incerti e preoccupanti. A ciò si aggiunge quanto accaduto a partire dall’8 marzo scorso, da quando è partita l’emergenza ed il lungo lockdown. Il boom di presenze di turisti italiani negli agriturismi ad agosto non ha certamente compensato le perdite subite dalle 876 strutture attive in Puglia nel 2020. A fronte dei 4,2 milioni di arrivi di turisti nel 2019 e 1,2 milioni di arrivi dall’estero, è evidente la perdita secca subita nel 2020 dalle masserie della Puglia per la chiusura delle frontiere che hanno praticamente azzerato gli arrivi di turisti stranieri e annullato le prenotazioni di italiani e del turismo di prossimità fino a giugno”.
“Rilevante è l’impatto dal punto di vista economico ed occupazionale sul sistema turistico nazionale per le mancate spese di alloggio, trasporti, divertimenti, shopping e alimentazione. L’emergenza Covid ha fatto crollare del 30% la spesa turistica per la tavola nel 2020 a causa dell’assenza dei vacanzieri stranieri e della ridotta disponibilità economica di quelli italiani colpiti dalla crisi con drammatici effetti sulla ristorazione e sull’intera filiera agroalimentare”.