LECCE- Il dottor Antonio Chiodo ha presentato un esposto in Procura, in prefettura e all’attenzione sia del sindaco che dell’Asl di Lecce : …con la presente intendo tutelare lo stato di diritto del medico e del paziente ( entrambi contribuenti del SSN) ai quali innanzitutto deve essere fornita ogni notizia riguardante:
1) la quantità di vaccini che sono disponibili ( se sono disponibili!) ad oggi presso la ASL divisi
per qualità o tipologia (tetravalente, adiuvato, trivalente,ecc.);
2) le modalità ed i tempi di distribuzione in rapporto al numero di persone da vaccinare
quotidianamente così da evitare tempi morti ovvero un deteriore allungamento del peiodo
della somministrazione individuale del vaccino;
3) il costo economico ed organizzativo del coinvolgimento delle farmacie a fronte della
gratuità dell’impegno profuso dai medici negli anni passati;
4) i tempi e la priorità di un eventuale accesso dei medici alle farmacie individuate come
punto di distribuzione dei vaccini;
5) la possibilità che gli ambulatori medici siano direttamente riforniti dalla ASL o dalle stesse
farmacie;
6) le norme che impongono al medico di recarsi presso la farmacia a ritirare dosi di vaccino in
tempi diversi e secondo tipologie non prestabilite. Ciò anche in considerazione del fatto che
l’interlocutore istituzionale specifico del Medico convenzionato con il SSN non è il
farmacista, ma il Direttore Generale della ASL o suo delegato;
7) le modalità di approvvigionamento della farmacie da parte della ASL o dei grossisti o
direttamente dalle industrie;
8) le responsabilità in caso di interruzione della pratica vaccinale per mancanza di dosi o di
vaccini appropriati in base alla patrologia o all’età dell’assistito;
9) le modalità di accesso agli ambulatori del medico, modalità che dovrrebbero avere una
omogenea regolamentazione ed applicazione mediante una campagna pubblicitaria che
fino ad oggi ha solo prodotto disorientamento ed ansia collettiva.
Invoco formalmemnte l’intervento delle SS.LL. affinchè si possano avere tutte le garanzie necessarie perché il medico non diventi il capro espiatorio di una disinformazione o di una disorganizzazione le cui premesse sono facilemnte rilevabili. Inoltre chiedo che sia garantita la massima trasparenza e la necessaria regolamentazione di ogni procedura affinchè non intervengono criteri soggettivi nell’affrontare una campagna vaccinale che si annuncia essere impegnativa soprattutto per il Medico di Medicina Generale sul quale gravano troppe responsabilità non scritte né concordate, ma semplicamente conseguenti al rapporto umano e diretto che egli intrattiene con i propri assistiti, rapporto che è ben diverso da quello
della politica e da chi la amministra a volte in modo opinabile”.