LECCE – (di Tonio De Giorgi) Una domenica bestiale per Marco Mancosu, capitano del Lecce. Per la seconda volta volta in questo campionato e in pochi giorni ha sbagliato un calcio di rigore che poteva valere il pareggio per il Lecce sotto di un gol al Ferraris per il gol di Sanabria dopo sette minuti.. Si è rifatto nel secondo tempo con una rete che ha consentito al Lecce di pareggiare. Un cross, più che un tiro, carico di effetto e calcolato male dalla difesa genoana e dal portiere Perin.
Stessa sorte è capitata venerdì scorso a Matteo Mancosu, fratello di Marco in Empoli-Virtus Entella. Al 68′ il 35enne attaccante dell’Entella ha fallito un calcio di rigore proprio come ha fatto Marco domenca sera a Genova. Anche Matteo poi si è rifatto segnando un gol al 90′ che ha contribuito alla vittoria dei liguri in casa empolese. La rete di Marco, invece, è servita a nulla. Il capitano del Lecce sale a quota 12 nella classifica marcatori. Otto li ha realizzati dagli 11 metri, ma proprio dal dischetto ha fallito le ultime due massime punizioni.
Il suo lato preferito, con saltello, prima di calciare, era quello alla sinistra dei portieri avversari. Sia contro la Lazio che contro il Genoa ha calciato centrale e alto. Una scelta in parte giustificata perché i portieri studiano le diverse traittorie e il capitano, magari, avrà pensato che fosse giunto il momento di trovare una nuova soluzione. Scelta costata carissima a Mancosu e al Lecce, domenica a Genova. Al prossimo penalty probabilmente lascerà quasi certamente la battuta a compagno di squadra.
PROCEDIMENTI ISTRUTTORI – Intanto l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) ha avviato due nuovi procedimenti istruttori in materia di clausole vessatorie nei confronti delle società Lecce e Brescia. Lo scorso 24 gennaio l’Antitrust aveva richiesto alle due società di rimuovere dalle rispettive condizioni contrattuali le clausole che avrebbero potuto risultare vessatorie. Un invito che, tuttavia, – spiega l’Agcm in una nota – non è stato accolto. “Lo scopo dell’istruttoria avviata nei confronti di Brescia Calcio S.p.A. e Unione Sportiva Lecce S.p.A. è, quindi, valutare la possibile vessatorietà di alcune clausole contenute nelle condizioni generali del contratto di abbonamento annuale. Nello specifico – afferma l’Agcm – si tratta delle clausole che appaiono redatte secondo modalità non chiare e comprensibili di quelle che attribuiscono alle società facoltà di modifica unilaterale delle condizioni contrattuali di abbonamento e, infine, di quelle che escludono il diritto dei consumatori: ad ottenere il rimborso di quota parte dell’abbonamento sia per fatti imputabili alla società che di impossibilità sopravvenuta della prestazione, che comportino la chiusura totale o parziale dello stadio; a conseguire il risarcimento del danno qualora tali eventi siano direttamente imputabili alla società. Al momento – fa sapere l’Antitrust – sono in corso altri nove procedimenti nei confronti delle seguenti società sportive: Atalanta Bergamasca Calcio S.p.A., Cagliari Calcio S.p.A., Genoa Cricket and Football Club S.p.A., F.C. Internazionale Milano S.p.A., S.S. Lazio S.p.A., A.C. Milan S.p.A., Juventus Football Club S.p.A., A.S. Roma S.p.A. e Udinese Calcio S.p.A..