LECCE- Lecce è tutta un assembramento. Questo viene da dire dopo aver visto le immagini che fotografano la città nel primo vero sabato sera post lockdown. E si alternano i commenti di chi si indigna per tanta scelleratezza, a quelli di chi risponde chiamando “spioni” o “sceriffi” quanti si lamentano della situazione.
In tutto questo, chi di movida, o di ristorazione in generale, campa è l’unico a perderci. Perché i titolari dei pub, dei ristoranti, dei bar rispettano e fanno, per quanto in loro potere, rispettare le regole anti-contagio. Ma a due passi, e anche meno, dall’ingresso dei loro locali, isole felici covid free, c’è una folla che neanche per la festa di S. Oronzo.
L’osteria A’Roma ha affidato a un post il suo disorientamento: “Che qualcuno ci spieghi come è possibile!! Dopo aver tolto all’apertura della nostra osteria, chiusa 2 mesi e mezzo, il 50 per cento dei posti per garantire la salute dei cittadini, del nostro personale e la nostra, poi vediamo di persona tutto questo groviglio di persone e ci cadono le braccia a terra!!! Per legge noi dobbiamo far firmare ai nostri dipendenti 3 moduli di presenza, di consegna dispositivi protezione e per la temperatura corporea. Nel caso si verificasse un ipotetico contagio, siamo sanzionati penalmente ed economicamente. Dobbiamo tenere un registro con i nomi di chi ha prenotato o è entrato a mangiare da noi.
Riguardiamo queste immagini e capiamo…che c’è più di qualcosa che non Va!!! È giusto andare avanti ed è bellissimo tornare alla normalità…ma qualcuno “avvisi” anche Noi ristoratori se ora è Possibile farlo!! È una lotta impari e inspiegabile per tutti i ristoratori, commercianti, negozianti, ambulanti. Sono queste categorie ora che fungono da unità di contenimento….mentre fuori è il Delirio!”.
Del resto, se ognuno di noi esce, per esempio, con 5 o 6 amici -perché si può, è consentito- va da sé che una strada del centro storico si riempie in pochissimo tempo. La regola, finora, è solo affidata al buonsenso; la mascherina, ad esempio, non è obbligatoria all’aperto. Non può essere attribuita la responsabilità solo alla gente. Sembrano in difficoltà anche le forze dell’ordine. In questo fine settimana –dicono dalla Questura di Lecce– i controlli delle forze di polizia per il rispetto delle norme del DPCM del 17/5/2020, si sono concentrati nelle vie della “movida” leccese, piazza S. Oronzo, piazza Mazzini, Porta Rudiae, Porta San Biagio. La Polizia di Stato ha rilevato, particolarmente congestionata la zona compresa tra Convitto Palmieri e via Guglielmo Paladini/Via Marco Basseo. Sono state controllate 113 persone e 19 attività commerciali le quali, nei prossimi giorni, passeranno al vaglio per le eventuali contestazioni”.
Di fatto, l’economia continua a risentire della situazione, i locali non possono essere le vittime sacrificali e rivendicano una regola unica, uguale per tutti, per strada o seduti al tavolo. Per il momento, anche in questa fase 3, ognuno nel suo piccolo rispetti la distanza sociale il più possibile. È tutto quello che possiamo fare.