SALENTO- A Porto Cesareo, in mattinata circa 70 esercenti hanno consegnato le chiavi delle proprie attività al sindaco Salvatore Albano, nello spiazzo di Palazzo di Città. Un gesto simbolico, come quasi a rimettere il proprio destino nelle mani delle istituzioni, a cui oggi i commercianti chiedono un aiuto e uno sforzo in più per salvare un pezzo del sistema produttivo che è un settore trainante del turismo e dell’economia del Paese.
Si tratta dell’iniziativa nazionale #risorgiamoitalia a cui ha aderito anche Lecce, come l’intero Salento, dove nelle prossime ore si svolgerà la consegna delle chiavi. Ricordiamo che questa protesta simbolica è stata preceduta martedì sera da un flashmob per dire “Noi ci siamo”, a cui hanno partecipato tutti i Pubblici Esercizi BAR e RISTORANTI che hanno acceso le insegne e le luci dei rispettivi locali.
Il motivo? Presto detto: il loro settore – bar, ristoranti, pizzerie, catene di ristorazione, catering, discoteche, pasticcerie, stabilimenti balneari – è in uno stato di crisi profonda con il serio rischio di veder chiudere definitivamente 50.000 imprese e di perdere 300 mila posti di lavoro. A conferma di questo già molti imprenditori stanno maturando l’idea di non riaprire l’attività perché le misure di sostegno per il comparto sono ancora gravemente insufficienti. Da qui le loro proposte per una possibile sopravvivenza, tra cui il credito di imposta del 60%, sul valore del contratto di affitto, a favore dei proprietari immobiliari che accettano un ribasso del 35% del canone originario ; la sospensione dei tributi locali (TARI, TARSU, PUBBLICITA’); la sospensione per 12 mesi dal pagamento delle rate relative a mutui, prestiti e leasing; la concessione di spazi all’aperto più ampi nel periodo di convivenza con il virus; un piano di riapertura con tempi e modalità certe condiviso con gli operatori del settore per permettere a tutte le imprese di operare in sicurezza.