SALENTO- A restare aperto è un negozio su tre. Le chiusure che sono state introdotte con gli ultimi decreti sul Coronavirus, infatti, al momento non hanno fatto abbassare la saracinesca a 37.296 esercizi commerciali in Puglia, all’interno dei quali lavorano più di 48mila dipendenti. La percentuale più alta si registra a Taranto, dove resta aperto il 41,34 per cento delle attività. Segue Brindisi con il 38,38 per cento, mentre Lecce ha il tasso più basso della regione, pari al 36,6 per cento.
Si tratta in primis di negozi del settore alimentare ma anche di farmacie e negozi di articoli sanitari e per l’igiene. Stando ai dati elaborati da Unioncamere e InfoCamere su quelli del Registro delle imprese delle Camere di Commercio, nel Leccese, in particolare, si contano 8.427 attività aperte (in particolare, 4.071 per il settore alimentare, 847 farmacie/articoli sanitari/igiene e 3509 per altri settori) con 11.102 dipendenti.
“Il settore commercio in questo momento, anche in Puglia, è in prima linea – dichiara Alfredo Prete, presidente di Unioncamere Puglia e della Camera di Commercio di Lecce – con rischi enormi per la salute dei lavoratori, che devono essere messi in condizione di operare nella massima sicurezza. E’ un’emergenza sanitaria ma anche economica e sociale. Il sostegno alla liquidità di queste imprese e a chi vi lavora è improcrastinabile”.
Da Lecce, intanto, parte la battaglia per chiedere al governo la sospensione delle attività di gioco di Lotto, Superenalotto e altre lotterie nazionali, oltre ai cosiddetti Gratta e Vinci, che avvengono all’interno delle tabaccherie. È quanto ha proposto il sindaco Carlo Salvemini al presidente Anci Antonio Decaro.
“Ho ricevuto numerose richieste di intervento da parte degli esercenti stessi – spiega Salvemini – preoccupati dagli assembramenti che continuano a crearsi fuori dagli esercizi per il gioco alle lotterie nazionali e al Gratta e Vinci. Anche a causa della diffusione dell’abitudine al gioco si determinano spostamenti all’interno delle città assolutamente non necessari, che rischiano di vanificare tutti gli sforzi di contenimento della diffusione del contagio”.