BARI – Scoprire se si è positivi al coronavirus in 14 minuti. E’ quello che promette VivaDieg Covid 19, il test rapido arrivato in esclusiva in Italia tramite un’azienda barese.
La Regione Campania ha già prenotato un milione di kit. Come Calabria, Basilicata, Sicilia, Liguria e Lombardia. In Puglia, tremila i test ordinati dall’Istituto Tumori di Bari, cinquemila quelli richiesti dal gruppo della sanità privata GVM. E crescono di ora in ora gli ordinativi. Il test, validato dal Ministero della Salute, è prodotto da VivaChek in Cina. Con una punturina nel polpastrello o con una goccia di sangue prevelato in vena rileva gli anticorpi IgM e IgG anti-Covid-19 nel sangue umano, nel siero o nel plasma.
Un test che aiuterebbe a scovare gli asintomatici, il 60-70% circa dei contagiati. Secondo Maurizio Cipolla, patologo clinico che ha effettuato i test di validità scientifica di ‘VivaDieg’ è uno “strumento efficace per un rapido accertamento di chi ha avuto contatto con i positivi al Covid-19”. Il kit è rivenduto anche nelle farmacie al costo di 25 euro.
La scatola contiene una cassettina per test; una boccetta di buffer, un pungidito monouso, una salviettina con alcool, una micropippetta. Si usa il pungidito per far uscire dal polpastrello massaggiato una stilla di sangue (come si fa con la punturina per i test della glicemia) e si convoglia la goccia nel pozzetto della cassettina riservato al sangue. Poi si aggiungono due gocce di buffer (contenuto in una boccettina). In 15 minuti arriva il risultato che, comunque, l’azienda consiglia di far visionare ad un medico o un operatorio sanitario esperto.
Ma non serve precipitarsi in farmacia per acquistare il kit. Primo perché le scorte non sono infinite e sarebbe meglio dare la precedenza agli operatori sanitari, poi perché non tutte le farmacie lo stanno ritirando, in attesa probabilmente di capirne di più visto che è commercializzabile da due giorni soltanto; poi c’è un terzo motivo che ci spiega il presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Lecce, Domenico Di Tolla: “Tutti i test in autodiagnosi hanno un margine di errore. Quindi, chiaramente, le persone devono sapere che non è detto che il test positivo sia realmente positivo e il test negativo sia realmente negativo. E’ come il test di gravidanza – continua – o come il test delle auto-analisi che facciamo in farmacia. Quando c’è un valore molto elevato, diciamo al paziente di recarsi presso l’ambulatorio del medico o presso un laboratorio di analisi e rifare le analisi”. E, quindi, in questa situazione si traduce nelle raccomandazioni ormai note: restare come tutti a casa, isolarsi dal resto della famiglia, avvertire il proprio medico, la Asl o chiamare un numero verde e seguire le indicazioni fornite.