SALENTO- In tempi di coronavirus, la dolcezza dovrà venir meno: per il 19 marzo niente zeppole, si rinvia tutto al 19 aprile o al primo maggio. E’ quanto ha deciso gran parte di bar e pasticcerie tra Lecce e provincia, ad iniziare della famiglia del Forno Schipa di Lecce: “Oggi è tempo di rispetto delle regole e anche di solidarietà”, si legge in un loro comunicato. Da qui la proposta: “Festeggeremo tutti insieme domenica 19 aprile, quando tutto si spera sarà passato ed ognuno di noi potrà ritornare al suo lavoro – commentano i titolari della panificio/pasticceria -. Adesso siamo tutti chiamati ad affrontare un’altra battaglia, da vincere restando a casa, in famiglia, osservando i canoni di rispetto e giusta concorrenza. Una scelta frutto della correttezza che da sempre caratterizza l’intera categoria dei panificatori e dei pasticceri ci ha visto, da sempre, lavorare insieme, fianco a fianco”.
Stessa situazione in altri comuni salentini, come a Leverano, dove con un post su Facebook da parte del Comune è stato annunciato che “tutte le pasticcerie e i bar di Leverano, a seguito delle disposizioni ministeriali, hanno deciso di comune accordo di non prendere ordinazioni per l’acquisto e la consegna a domicilio delle zeppole di San Giuseppe (19 marzo). La vendita e il consumo delle zeppole sono posticipati al 1 maggio“.
Anche a Nardò, i panificatori aderenti all’Associazione provinciale artigiani di Lecce hanno fatto sapere che hanno deciso di astenersi dalla produzione di zeppole farcite in occasione della festività di San Giuseppe, per solidarietà ai pasticceri che assieme ad altre categorie stanno soffrendo questo periodo di crisi. Anche in questo caso, appuntamento rinviato al 1° maggio. La “serrata delle zeppole” ha contagiato un po’ tutti, da San Cesario e San Pietro in Lama fino al Sud Salento.
Una scelta questa dettata dall’etica professionale d’altri tempi, frutto di generosità e altruismo, in un momento in cui il rispetto e la salute hanno la precedenza: i festeggiamenti sono solo rinviati.