TAVIANO- Controlli sì ma anche fiori, fiori come segno di speranza e per tenere alta l’attenzione su un settore piegato totalmente dall’emergenza Coronavirus. I produttori del Mercato dei fiori di Taviano hanno affidato alla Protezione civile la consegna di mazzi di fiori per i cittadini del comune: quelle produzioni sarebbero altrimenti andate al macero, poiché le strutture di vendita sono completamente bloccate.


Nelle serre, nei campi, nelle celle, infatti, rischia di marcire tutto, proprio ora che con l’arrivo della primavera la gente era abituata a darsi al giardinaggio per abbellire balconi e giardini. Con la chiusura dei cimiteri in molti comuni, inoltre, non si può neppure portare un fiore lì. “I cittadini riceveranno fiori, riceveranno il dono di un intero anno di duro lavoro”, annunciano sulla pagina Facebook del Mercato dei fiori tavianese, chiuso al pari di quello di Leverano, i due maggiori centri interessati nel Leccese.
È un settore che fa girare l’economia di interi comuni ed è anche, dunque, in grado di bloccarla. Il Distretto florovivaistico pugliese si è attivato nella raccolta dei dati per la valutazione dei danni, difficilmente recuperabili visto che si tratta di un prodotto deperibile: le perdite stimate in Puglia superano i 200 milioni di euro, proprio nel periodo in cui si concentra maggiormente il loro volume d’affari, da febbraio a giugno.
È uno dei comparti maggiormente colpiti, quello vivaistico. E ovviamente non è l’unico. Si moltiplicano anche le disdette di pesce, funghi, latte, come fanno sapere da Coldiretti Puglia, che ha rivolto l’appello a supermercati, ipermercati e discount – quindi a tutta la filiera della grande distribuzione – per acquistare a Km0, privilegiando negli approvvigionamenti sugli scaffali le mozzarelle con il latte pugliese al posto di quelle ottenute da cagliate straniere, salumi ottenuti con la carne dei nostri allevamenti, frutta e verdura delle campagne locali, extravergine Made in Italy al 100%, fiori e funghi a Km0 e pesce a miglio0.