LECCE- Per coordinare l’attività di vigilanza sull’attuazione delle disposizioni del decreto per il contenimento del contagio da CoVid, si è riunito in mattinata, in Prefettura a Lecce, il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica. Nel piano provinciale di controllo del territorio, sono state varate specifiche misure.
Nel pomeriggio, in sede di un tavolo tecnico in questura, saranno definiti con una ordinanza indirizzata a tutte le forze dei polizia -incluse le Polizie locali- appositi servizi di vigilanza e controllo. I cittadini sono tenuti a evitare ogni spostamento e a munirsi di autocertificazione per dichiarare quali siano le esigenze di spostamento –lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute-. Sul sito della Prefettura è scaricabile il modulo. Le forze dell’ordine, quindi, da oggi in poi verificheranno i motivi per cui la gente circola. Il presidente della Provincia darà diffusione ai sindaci dei chiarimenti forniti dalle istituzioni preposte, “ferma restando la rigorosa applicazione della normativa vigente, al fine di uniformare per quanto possibile la fase attuativa concernente gli aspetti di competenza delle amministrazioni locali”. “Appare essenziale in questo momento –scrivono dalla Prefettura– richiamare il senso di responsabilità dei singoli cittadini”.
Ma ecco in cosa si incorre se non si rispettano gli obblighi: nella sanzione prevista dall’art. 650 del codice penale – c’è la pena dell’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a 206 euro, salvo che il fatto costituisca più grave reato- e in eventuali più gravi conseguenze, connesse all’ipotesi di reato di Delitti colposi contro la salute pubblica, prevista dall’art. 452 del codice penale.
Nel leggere le misure del decreto, si aprono degli spazi interpretativi. Per questo, in queste prime fasi, in attesa che vengano chiariti i criteri, ad esempio, per definire le “situazioni di necessità” (la gente si chiede, sempre facendo degli esempi, se deve andare a pagare le bollette o recarsi in officina per la revisione dell’auto, non essendoci al momento un’esenzione o un rinvio giustificato), ci si affida al buonsenso di ognuno. Altro discorso è quello che riguarda le regole certe che non lasciano spazio a ignoranza: se un ristorante sarà ancora aperto dopo le 18,00, sarà punito.