LECCE- “Rendiamo onore ai martiri delle foibe, chiudiamo l’Anpi Lecce”. Il post di Pippi Mellone, sindaco di Nardò, pubblicato sulla sua pagina Facebook nel Giorno del Ricordo, ha scatenato polemiche che stanno avendo eco nazionale. “Oggi, 10 febbraio, la comunità di Nardò rende onore ai martiri delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Chi, ancora oggi, rifiuta di riconoscere le dimensioni di questa tragedia e reclama l’oblio per Norma Cossetto e tante altre vittime dei comunisti titini deve solo vergognarsi. Mi riferisco, in particolare, all’anonima Anpi Lecce, una sigla dietro la quale si nascondono uomini e donne fuori dal tempo e dalla civiltà. L’Anpi Lecce dev’essere chiusa al più presto, perché rappresenta un pericolo per la democrazia”. Questo il contenuto del post. Perché questa presa di posizione, è presto spiegato. Il 28 gennaio il consiglio comunale di Lecce ha votato all’unanimità la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta all’olocausto. Lo stesso consiglio si è espresso favorevolmente sull’intitolazione di una via del capoluogo barocco a Norma Cossetto, uccisa nelle foibe, medaglia d’oro al valor civile. E l’Anpi Lecce diffuse la seguente nota: “Se la decisione di attribuire alla senatrice Liliana Segre la cittadinanza onoraria a Lecce va nella giusta direzione della memoria pubblica dell’Olocausto e del contrasto necessario all’odio antisemita, la decisione simultanea di titolare una via a una presunta martire delle foibe, su proposta della destra post-fascista, è deplorevole e mistifica la memoria della guerra partigiana di Liberazione che fu un fatto storico europeo. Nessun revisionismo storico, nessun uso strumentale di fatti peraltro senza fonti certe, può portarci a equiparazioni tra vittime e carnefici”.
Di fatto, uno scontro che non rende onore né alla Giornata della memoria, né al Giorno del ricordo, ricorrenze nate per celebrare le vittime dell’odio e insegnare a bambini e ragazzi a non dimenticare per non ripetere gli orrori. Negare un fatto storico o chiedere di tappare la bocca a qualcuno non hanno nulla a che fare con questi nobili intenti.