TRICASE – La Demenza frontotemporale è molto più frequente di quanto non si pensi, colpisce le persone a partire dai 45 anni ed è una delle forme di demenza presenile più diffuse in tutta Europa, troppo spesso confusa erroneamente con l’alzheimer. In Puglia si registrano 120 nuovi casi all’anno.
È quanto emerso dal workshop internazionale sul tema che si è svolto a Tricase. È qui che è stata sancita la collaborazione tra 11 centri di eccellenza a livello europeo, volta appunto allo studio della demenza frontotemporale e all’individuazione di terapie farmacologiche per la sua cura.
Ad organizzare il workshop, nell’Ospedale “G. Panico” di Tricase, è stato il Centro per le Malattie Neurodegenerative e l’Invecchiamento Cerebrale dell’Università di Bari. A partecipare 30 scienziati provenienti da tutta Europa.
“Sorprendentemente – ha detto il professor Giancarlo Logroscino, direttore del Centro di Tricase e tra gli scienziati più influenti al mondo sulle malattie neurodegenerative – I risultati dello studio italiano, condotto su pazienti delle province di Lecce e Brescia, hanno dimostrato che si manifestano tre nuovi casi ogni 100.000 persone ogni anno; in pratica, in Puglia, possiamo appunto stimare 120 nuovi casi all’anno”.
L’attività di ricerca degli 11 centri europei mira ad avviare, entro un anno, la sperimentazione su un farmaco in grado di bloccare le proteine anomale che si formano nel cervello nei numerosi casi ad origine genetica della patologia.
La demenza frontotemporale è, di fatto, una patologia progressiva rara che colpisce in modo selettivo alcune aree del cervello, in particolare quelle deputate al comportamento, al linguaggio, alla progettazione e alla sfera emotiva e affettiva. Fondamentale, dunque, riuscire a diagnosticare la demenza nelle sue fasi più precoci distinguendola da quella di Alzheimer.