LECCE (di M.Vecchio) – Semplicemente un coro, per qualcuno un richiamo su quelle che sono le aspettative, per altri, i più romantici, un’attestazione di affetto che va oltre il risultato. Decide voi da che parte stare. L’abbraccio dei tifosi alla squadra in un momento di difficoltà è quello che resta dopo la gara con il Bologna ma è anche un ringraziamento per quanto fatto quando mancano due giornate alla fine del girone di andata. Comunque la si veda esiste sempre una duplice interpretazione.
Oggi il Lecce sarebbe salvo, un dato di fatto inconfutabile che supera anche i numeri che relegano la squadra giallorossa all’ultimo posto della classifica per gol subiti. Verissimo… 35 gol subiti in 17 partite rappresentano un neo che non può essere nascosto ma è anche vero che nonostante questo pesante fardello, la classifica dice che la squadra è fuori dalla linea rossa.
Di difetti il Lecce ne ha diversi, e non potrebbe essere altrimenti. Troppi gol subiti, giocatori non in condizione, qualcuno con problemi evidenti di ambientamento, altri non ritenuti all’altezza della serie A. Insomma ce n’è per tutti i gusti ma… nonostante questo altro gap, il Lecce è fuori dalla zona retrocessione ad oggi. Mancano i gol degli attaccanti, mancano i ricambi giusti al mister, manca qualche difensore che dia sicurezza. Mancano tante cose ma è anche vero che il Lecce ha una cosa importante i punti che gli permettono di essere appena fuori dalle sabbie mobili.
Non è poco soprattutto se si considera che il Lecce deve solo ed esclusivamente salvarsi, non importa con quanti punti, non importa se questi arriveranno in casa o fuori casa, non importa se alla fine del campionato avrà la difesa più battuta.
Si può dare di più, si deve dare di più ma senza assilli oppure ossessioni. Ciò che conta è essere oltre il terz’ultimo posto alla fine.
Questo campionato è così, semmai in futuro i progetti saranno altri ma intanto guai ad esaltarsi troppo per poi restare scottati da delusioni che invece rappresenterebbero la normalità se solo si spostasse l’asticella dell’umore su quella che è la reale dimensione del Lecce. Una squadra ordinaria che ha fatto fin’ora cose straordinarie tenendo conto che per molti, società compresa, è la prima esperienza nel massimo campionato di calcio. Le brutte prestazioni, i risultati sfumati o mancati, le leggerezze commesse al pari degli errori sono stimoli e non fardelli pesanti da trascinarsi addosso. Tutto diventa più pesante se le critiche saranno distruttive e non costruttive. L’impegno non manca, a mancare è altro ma se ciò che si può fare ad oggi è questo, il quart’ultimo posto può bastare. I patemi d’animo fanno parte del DNA di questo Lecce, con i patemi d’animo si sono conquistate due promozioni. I patemi d’animo hanno accompagnato grandi risultati e cocenti sconfitte. I tifosi si godano il clima natalizio, il Lecce farà i salti mortali per restare in serie A, non importa in che posizione di classifica o con quanti gol segnati o subiti.