LECCE- Da quando è andato in scena per la prima volta, nel 1851 al Teatro La Fenice di Venezia, non ha mai smesso di emozionare. E il Rigoletto, tra i massimi capolavori di Giuseppe Verdi, lo ha fatto ancora una volta, venerdì sera, al Politeama Greco di Lecce.
Lui, il protagonista, goffo buffone di corte, triste, rancoroso e provocatore ma dolorosamente afflitto, è stato incarnato magistralmente dal baritono coreano Leo An, artista di grande caratura interanzionale. Al suo fianco, per il ruolo del Duca di Mantova, il giovane tenore Angelo Fiore, entrato di diritto nel firmamento dei nomi della lirica dopo il debutto in Ernani lo scorso anno al Teatro alla Scala. Nei panni di Gilda, ha fatto il suo debutto a Lecce il giovane soprano friulano Giulia Della Peruta. Enrico Iori ha indossato i panni di Sparafucile; nel ruolo di Maddalena il mezzosoprano leccese Antonella Colaianni.
Un’opera intensa e non facile quella portata in scena e che sarà ripetuta domenica pomeriggio alle 18. Lo ha spiegato il regista veronese Paolo Panizza: “Allestire un nuovo Rigoletto è ogni volta una sfida più difficile perché gli infiniti allestimenti precedenti possono mettere in soggezione e instillare la paura di ripetersi”. Ci si è affidati, dunque, solo al capolavoro per il nuovo allestimento realizzato in coproduzione fra OLES-Opera in Puglia, Associazione Coro Lirico Città di Rimini “Amintore Galli” e Accademia Nikikai di Osaka. A dirigere l’orchestra sinfonica di lecce e del Salento Oles il maestro rumeno Vlad Conta, direttore principale dell’Opera di Bucarest con una carriera internazionale di oltre trent’anni. Il Coro “Opera in Puglia” è stato guidato da Emanuela Aymone. A Franco Armieri, invece, la responsabilità di sce e costumi.
Un’opera di qualità, tanto che il prossimo anno lo stesso allestimento approderà nel teatro di Rimini e in Giappone.