BARI- “Cari Lettori, ci risiamo”. I giornalisti della Gazzetta del Mezzogiorno annunciano così la pagina dolorosa che per loro potrebbe riaprirsi: in 27 rischiano il licenziamento nelle varie sedi di Puglia e Basilicata. È il motivo per cui l’assemblea di redazione ha votato nelle scorse ore all’unanimità un pacchetto di dieci giornate di sciopero. Sarà il Comitato di redazione a decidere l’eventuale astensione dal lavoro sulla base dell’evoluzione dell’ultima tappa della difficile vertenza che da oltre un anno interessa il giornale.
Di certo c’è che non ci si aspettava l’annuncio del taglio di un terzo dei giornalisti, non dopo i sacrifici fatti in questi mesi, visto che, pur di garantire ai lettori l’informazione nelle due regioni, si è deciso di lavorare gratis. Una situazione complicata, che dura da sei anni: prima i prepensionamenti, poi la cassa integrazione, ora a tutti i dipendenti full time si stanno applicando i contratti di solidarietà e a Matera e Brindisi si fa già ricorso al telelavoro con la sostanziale dismissione delle sedi fisiche. Un piano lacrime e sangue che vede penalizzati anche i poligrafici: si prevede la dismissione della rotativa e l’affidamento all’esterno della stampa, con il licenziamento di tutti e 22 i rotativisti, che sabato scorso hanno già incrociato le braccia, motivo per cui domenica il giornale non era in edicola.
Anche per i giornalisti, però, le nubi all’orizzonte sono tante, troppe: la sforbiciata annunciata da Edisud Spa, società editrice della Gazzetta, dovrebbe interessare 14 professionisti su 54 e 13 part time su 25. Sarebbe questa una delle misure di contenimento dei costi individuate nell’ambito della procedura di concordato preventivo che pende innanzi al Tribunale di Bari, sezione fallimentare.
Un anno senza pace, l’ultimo: la situazione è precipitata il 24 settembre 2018, quando il Tribunale di Catania, sezione misure di prevenzione, ha disposto un sequestro finalizzato alla confisca del pacchetto di maggioranza della società che fa capo all’imprenditore Mario Ciancio Sanfilippo, imputato per concorso esterno in Cosa Nostra. Da quel momento la gestione è passata a due amministratori giudiziari nominati dal Tribunale di Catania e a marzo si è insediato un nuovo consiglio di amministrazione, che il 19 luglio ha presentato un’istanza di concordato preventivo. Il socio di minoranza, la Denver dell’imprenditore Valter Mainetti, ha manifestato l’interesse ad acquisire l’intero pacchetto azionario, “ma per ora – spiegano dalle redazioni – si è limitato a rimanere sullo sfondo, annunciando una generica volontà di rilanciare il giornale”. Da qui l’appello dei giornalisti ai lettori: “Sosteneteci sempre, come avete fatto sinora”.
t.c.