PORTO CESAREO- La sentenza del giudice Annalisa de Benedictis lo scorso 17 aprile. Condanna a tre anni e sei mesi per entrambi gli imputati nel processo conosciuto come il “bunga bunga” in salsa salentina nato dall’inchiesta sul presunto voto di scambio durante la campagna elettorale del 2012 a Porto Cesareo e sul presunto giro di festini a luci rosse con prostitute organizzato da alcuni candidati per ottenere voti.
Una sentenza che ora è stata impugnata dai legali dei dei due imputati: l’avvocato Riccardo Giannuzzi che difende Antonio Greco, ex vice sindaco di Porto Cesareo, e Luigi Rella e Giuseppe Romano per Cosimo Presicce, già assessore comunale.
I legali hanno depositato nelle scorse ore un corposo appello nel quale si ricostruisce la vicenda e si contesta soprattutto la mancanza di prove. Secondo i legali, tra l’altro, si tratta di una condanna fondata esclusivamente su chiacchericci e calunnie, mentre di fatto le prostitute che avrebbero intrattenuto i clienti non sarebbero state né identificate né mai ascoltate. Si tratta delle giovani e avvenenti ragazze di nazionalità rumena che, secondo l’accusa avrebbero intrattenuto elettori. In cambio delle prestazioni i due imputati avrebbero invece ottenuto la promessa di voto.