CAPRARICA DI LECCE- Valorizzare per creare nuova economia. Dopo l’olio, Caprarica di Lecce ci prova anche con il tartufo salentino, che per il sindaco Paolo Greco può essere un’altra eccellenza da impiegare per “creare opportunità per il territorio”. Il Comune, tra i più impegnati nel Salento nella lotta allo spopolamento dei borghi, ci prova anche con questo e, cavalcando la passione di due cittadini con l’hobby della raccolta del tartufo nei boschi della zona, ha messo insieme cinque strutture ricettive.
E dunque, si va: sulle tavole dei ristoranti di Caprarica sbarcherà il tartufo a partire dal 6 e 7 aprile, quando Oltregusto, Vizio del Barone, Masseria Stali, Piccola Masseria Li Curti, Griglieria Chiusura di Sotto prepareranno piatti e menu per rendere onore al gusto ed alle numerose proprietà organolettiche del tartufo salentino, “che nulla ha da invidiare ai prodotti più conosciuti e valorizzati di altre aree d’Italia”, ribadiscono dal Comune.
Il tartufo bianco, il cosiddetto ‘bianchetto’ (il suo nome scientifico è Tuber Borchii Vitt), e quello nero, lo ‘scorzone’ , sono presenti durante il periodo estivo e crescono sotto le querce e i lecci, soprattutto nelle campagne del Salento di mezzo. A influire sulla scelta, è stato il gemellaggio con Valtopina avviato ai tempi del terremoto in Umbria: lì si svolge uno degli eventi più consolidati del settore (la Mostra Mercato giunta alla 38^ edizione) e lì Caprarica ha trovato la spinta per mettere il tartufo salentino al centro di un primo programma gastronomico.