ROMA- E’ ripresa la trattativa per la cessione di Ilva ad ArcelorMittal. Oggi al Ministero dello Sviluppo Economico, il ministro Luigi Di Maio ha incontrato sindacati ed enti locali. “Sono consapevole dei tempi e delle disponibilità finanziarie dell’azienda, avendo parlato con i commissari qualche giorno fa – ha detto Di Maio a fine giornata, intervistato da Rainews24 -. Questi incontri sono propedeutici per avere un quadro generale della situazione in vista delle decisioni da prendere tutti insieme, considerando sia il diritto al lavoro che all’ambiente”.
In mattinata, al tavolo si sono seduti i sindacati metalmeccanici. Nel pomeriggio, invece, il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, e il governatore Michele Emiliano, accompagnato dalla dirigente del dipartimento Ambiente Barbara Valenzano e dall’avvocato barese Rocco De Franchi (suo uomo di fiducia e vicesindaco a Taranto fino a qualche settimana fa) “in virtù della sua specifica competenza e conoscenza in materia”. Ottimista il governatore: “Voglio dire ai cittadini di Taranto – ha riferito al termine dell’incontro – che la connessione e la comunicazione tra la Regione Puglia e il Ministero dello Sviluppo Economico è stata ricostruita e ripristinata”.
Per Emiliano “se il governo deciderà di riconvertire immediatamente la fabbrica senza consentirne la prosecuzione dell’attività noi ovviamente ci limiteremo a chiedere assicurazione sui livelli occupazionali”. La sua impressione dopo la mezz’ora di colloquio è che “la città di Taranto e i cittadini sanno adesso di poter contare su un ministro dello Sviluppo economico che non ha interesse a risolvere la crisi aziendale punto e basta, ma vuole definitivamente dare un assetto alla questione Ilva per i prossimi anni”.
“Se si deciderà, con l’aiuto del sindacato, di far proseguire l’attività industriale della fabbrica l’unica strada possibile sarà la cosiddetta decarbonizzazione, ovviamente nei tempi industrialmente accettabili. Se si deciderà di chiudere – ha aggiunto – secondo il mio giudizio, occorrerà una quantità di denaro enorme, che ovviamente prevede non solo tutte le bonifiche ma anche la creazione di alternative industriali. Ora sto meglio – ha concluso il presidente – perché le mortificazioni che ho avuto in passato sono state terribili. Non potersi sedere a un tavolo di trattativa per difendere la salute dei propri concittadini è una cosa che non mi sarei mai immaginato potesse accadere in particolare con un governo del mio partito”.