LECCE – La casa in centro? Non per forza. Le vendite tra Piazza Sant’Oronzo e il Duomo lo scorso anno hanno rappresentato appena il 10 % del totale in città. A sfatare i falsi miti ci ha pensato la periferia: più della metà deglia acquisti hanno interessato l’area “marginale” della città.
È la fotografia scattata sull’andamento del mercato immobiliare locale dall’osservatorio economico di Davide Stasi.
La periferia alza il passo: dai quartieri Ferrovia e Leuca alla zona Salesiani, dal rione San Lazzaro all’area intorno al Tribunale, buone anche le vendite registrate nel rione Santa Rosa, Viale Taranto, Viale della Repubblica e poi ancora quartiere San Pio, Rudiae e Borgo Pace.
Nel corso del 2017 sono state acquistate 5.870 unità abitative in tutta la provincia. Rispetto all’anno precedente 27 transazioni in più (al netto di successioni, donazioni e trasferimenti in esito a procedure giudiziarie).
L’incremento è stato dello 0,5 per cento. Per il terzo anno consecutivo, dunque, il dato si conferma positivo.
In periferia, si diceva, le vendite rappresentano al 27,1 per cento del totale, nell’area sub-urbana (che include le marine) il 4,6 per cento. La città di Lecce rappresenta, da sola, il 18,8 per cento del totale delle compravendite dell’hinterland.
È la zona di Gallipoli poi rispetto alle altre ad aggiudicarsi il primato, segue il Capo di Leuca e il Nord Salento. Nella zona di Otranto, Santa Cesarea Terme e Castro le vendite rappresentano solo il 2,1 per cento del totale, un dato non scontato e decisamente non incoraggiante.