LECCE- “Ai leccesi non è stata detta la verità e l’aumento della Tari, in media tra il 15 e il 20 per cento per ogni cittadino, non è giustificato”. I consiglieri d’opposizione a Palazzo Carafa replicano al post lanciato le scorse settimane dal sindaco Carlo Salvemini che spiegava ai cittadini il perché dell’aumento della tariffa sui rifiuti , ritenendola frutto di scelte obbligate, e additando tra le cause anche responsabilità della precedente amministrazione. Ed è stato proprio l’ex sindaco Paolo Perrone, spalleggiato dai consiglieri, a restituire le accuse al mittente spiegando come le scelte siano tutt’altro che obbligate ma discrezionali.
Per giustificare il carico fiscale della Tari passato da 23 milioni e 950 mila euro del 2017 ai 28 milioni e 500 mila del 2018 sono state dette, dicono dall’opposizione, delle inesattezze che riguardano tre punti:
Primo: le spese ritenute straordinarie, ovvero 160 mila euro di costi di servizio aggiunti da Salvemini e che, come affermato dal sindaco, avrebbero dovuto essere considerati nella bolletta 2017 ma scaricati da perrone per scansare gli aumenti non sono tali: se le spese sono straordinarie, perché vengono inserite anche nel 2019 e nel 2020?
Secondo: l’ampliamento del perimetro del capitolato con la Monteco, quindi maggiori zone di raccolta e perfezionamento della stessa: 1 milione e mezzo in più che però non è giustificato. Non c’è un progetto né un elenco delle aree. E poi, se il nuovo capitolato comincerà a giugno, perché non chiedere ai leccesi la metà della somma per il 2018?
Terzo: la questione contenziosi. Otto milioni di euro accantonati per eventuali esiti negativi con la Società Ambiente e Sviluppo e Progetto Ambiente per i quali Salvemini, iperprudente, ritiene già di essere soccombente
E la Tari sociale, già approvata in consiglio? Troppo esigua la somma che dovrebbe sovvenzionarla: 70 mila euro a fronte delle tante famiglie in difficoltà che invece ne avrebbero diritto. Ecco perché la possibilità di presentare le domande non è stata pubblicizzata, ecco perché la stessa scadenza per poterle presentare è incerta. Anche su questo l’opposizione è polemica.