LECCE – (di Tonio De Giorgi) E’ tempo di numeri, di statistiche. La stagione del Lecce deve fornire ancora le ultime cifre (quelle di Supercoppa) di un’annata calcistica che sarà archiviata come quella del ritorno in Serie B dopo sei campionati nell’inferno della Terza Serie. La squadra giallorossa è riuscita a tornare tra i cadetti dopo un campionato di sofferenza, ma non poteva essere diversamente. Nonostante una rosa ben attrezzata, nel girone di ritorno la formazione di Liverani ha subito un calo fisiologico e un’involuzione più lunghe del previsto favorendo il ritorno di Catania e Trapani che, grazie anche al mercato di riparazione invernale, hanno guadagnato terreno e rosicchiato punti ai giallorossi. Uno sforzo che, tuttavia, è risultato vano perché la squadra di Liverani è riuscita a conservare con le unghie e con i denti la propria leadership e a tagliare il traguardo inseguito fin da luglio. Nonostante la netta sconfitta di Monopoli il Lecce, già promosso nella giornata precedente, ha chiuso il campionato con 74 punti, quattro in più del Catania e sei rispetto al Trapani. E’ questo l’ordine di arrivo delle squadre che fin dalla scorsa estate furono quelle designate per la vittoria finale conquistata poi dal Lecce sbarcato in B direttamente senza patire le sofferenze dei play off, mai fortunati per i colori giallorossi in ben quattro occasioni. Sotto la gestione della famiglia Tesoro sono state due le finali play off perse, solo per ricordare i due epiloghi più amari. Per tornare ai numeri, quello del Lecce non è stato l’attacco più prolifico: Caturano e soci hanno realizzato in totale 53 gol. Il miglior attacco del girone è stato quello del Catania con 65 centri, cinque in più del Trapani che si è fermato a 60. Pure per quanto riguarda i gol subiti la difesa del Lecce manca il gradino più alto del podio dove sale la retroguardia del Siracusa (dodicesimo in classifica) con soli 29 gol subiti, ma subito dopo viene quella del Lecce, con 30 reti al passivo; terza è la difesa del Catania con 31. Anche sul palchetto dei marcatori del girone il Lecce ha un proprio rappresentante: si tratta di Andrea Saraniti che con i suoi 14 gol è secondo solo a Curiale del Catania autore di 15 reti. Saraniti, però, non ha realizzato tutti i suoi gol con la maglia del Lecce, nove li ha firmati con la Virtus Francavilla prima del trasferimento in giallorosso nel mese di gennaio. A Lecce l’attaccante palermitano ha realizzato 9 reti. Parla siciliano anche Matteo Di Piazza a Lecce fin dall’estate scorsa. Sono dieci i gol segnati dall’attaccante palermitano che mercoledì sera, dopo la finale di Tim Cup vinta dalla Juventus contro il Milan, si è laureato miglior marcatore della competizione con 4 gol. Di Piazza è riuscito a conservare il primo posto nella classifica cannonieri nonostante il Lecce fosse stato eliminato dalla Tim Cup al terzo turno eliminatorio, dal Pordenone. Era il mese di agosto. Di Piazza è riuscito a costruire il suo primato, che ha resistito fino alla finale di Roma, in due partite: al secondo turno contro la Pro Vercelli (compagine di Serie B) fu autore di una doppietta che valse al Lecce la vittoria per 2-1 e la qualificazione. Nel terzo turno Di Piazza segnò un’altra doppietta, contro il Pordenone purtroppo inutile perché i giallorossi furono superati 3-2 ed eliminati. Di Piazza è primo nella classifica marcatori della Tim Cup edizione 2017-2018 e condivide il gradino più alto del podio con Cerri del Perugia e Maxi Lopez dell’Udinese, ma entrambi hanno realizzato due delle quattro reti su calcio di rigore. Pertanto è Di Piazza il bomber numero uno della Tim Cup, neppure i plurimilionari attaccanti di Serie A sono riusciti a fare meglio. “Ho seguito in tv la finale di Tim Cup e quando è terminata la partita alcuni amici e parenti mi hanno fatto notare che ero il capocannoniere della competizione – afferma l’attaccante -. Personalmente non ci avevo pensato, però, è indubbiamente una bella soddisfazione, che unita alle altre rende questa stagione una gioia infinita. Sentir urlare il mio nome dai tifosi è qualcosa da pelle d’oca. Per ultimo, ma non per ordine di importanza, un ringraziamento particolare al mio procuratore Giovanni Tateo, che ha sempre creduto in me stando al mio fianco”.