MELENDUGNO- Tap prepara la controffensiva dopo i sigilli apposti giovedì sera a una porzione del cantiere del gasdotto, a Melendugno, l’area di 4 ettari su cui sono stati espiantati 448 ulivi in contrada Le Paesane. Si prepara, infatti, l’istanza di dissequestro, che sarà despositata agli inizi di maggio. I legali stanno producendo tutta la documentazione amministrativa per accompagnare la richiesta, con l’intenzione di riprendere i lavori nell’area tra qualche settimana.
Il nodo riguarda, lo ricordiamo, il presunto mancato rispetto del vincolo paesaggistico che rendere la zona di notevole interesse pubblico già dal 1970. In questa inchiesta bis, Clara Risso, legale rappresentante di Tap, risulta indagata per i reati di opere eseguite in assenza di autorizzazione; distruzione e deturpamento di bellezze naturali; distruzione o deterioramento di piantate di alberi; abusivismo in aree sottoposte a vincolo.
Intanto il Comitato No Tap incalza: “il sequestro ci pone davanti a delle domande alle quali qualcuno dovrà rispondere -si legge in una nota- Da anni denunciamo irregolarità e divergenze sostanziali tra le normative e l’agire di Tap, ma le risposte non sono mai arrivate”.
Il Comitato chiede quale sia “la posizione del Prefetto di Lecce e come giustifica oggi l’atto con il quale ha istituito una zona rossa per dei lavori che non potevano essere effettuati. E poi ancora -prosegue il Comitato- come giustifica l’ignorare la presenza di un’area soggetta a vincolo paesaggistico, le centinaia di multe verso quei cittadini che protestavano, nel luglio scorso, per lo spostamento degli alberi in un periodo inadeguato, quando invece oggi uno dei capi di imputazione per il sequestro dell’area è proprio l’aver effettuato delle operazioni fuori dai tempi previsti per legge”.
Stessi interrogativi, questi, che gli attivisti rivolgono al Questore. Si chiedono chiarimenti in merito al “dispiegamento ingente di forze dell’ordine in difesa di lavori che potrebbero rivelarsi irregolari”. E infine si esigono risposte su “quel pugno duro assunto contro la popolazione che denunciava illeciti -conclude la nota- e poi fogli di via, denunce e in ultimo un arresto”.
Il Comitato attende fiducioso una risposta ribadendo, ancora una volta, che la protesta andrà avanti.