SAN FOCA- La Posidonia Oceanica di San Foca messa in pericolo dalla costruzione del gasdotto: parola di Sea Shepherd Italia, l’organizzazione internazionale che dal 1977 si batte per la salvaguardia dell’ambiente marino.
I volontari hanno effettuato alcune immersioni nelle acque di Melendugno, documentando l’esistenza della pianta protetta. “L’autorizzazione alla realizzazione del Tap – si legge in un comunicato diffuso dall’organizzazione – è soggetta a svariate prescrizioni come quella che impone l’uscita in mare del microtunnel (detto exit point) a un minimo di cinquanta metri dalle piante di Posidonia Oceanica e Cymodocea Nodosa con l’unico scopo di proteggere questo habitat”. Parametri che, secondo gli attivisti, non sono stati rispettati.
Per dimostrarlo, sono scesi in fondo al mare per misurare la reale distanza, immergendosi in corrispondenza delle coordinate previste per l’exit point e percorrendo un percorso di cinquanta metri sottacqua, aiutati da due boe posizionate con l’ausilio di precisi segnalatori gps.
“L’exit point è a pochi metri dalle praterie di fanerogame e non a cinquanta come prescritto” scrivono. “L’esito della risultanza dimostra chiaramente che la prescrizione all’autorizzazione non è stata rispettata nel progetto”.
Non è escluso che questi documenti video possano essere alla base di un futuro esposto in Procura da parte del Comitato No Tap e del Comune di Melendugno.