CALIMERA- Canne di palude intrecciate e carta velina colorata. Materiali poveri e mani esperte per dare ai lampioni di San Luigi quel tocco di magia che nel giorno del solstizio d’estate trasforma le strade e le piazze di Calimera in uno dei luoghi più suggestivi del sud Italia . E anche quest’anno la Festa dei Lampioni variopinti e dalle forme più diverse sospese nel cielo sarà di scena per tre giornate intense e magiche: il 19, il 20 e il 21 giugno torna il tradizionale percorso tra stelle e navi, campanili e animali illuminati da ammirare sollevando lo sguardo. Una festa dalla tradizione antica e di origine millenaria che ogni anno si rinnova e porta nel comune della Grecia salentina migliaia di turisti affascinati da un’atmosfera unica e che si rinnova di volta in volta grazie all’impegno della locale Pro Loco e dell’amministrazione comunale che ha deciso di scommettere su questa festa sacra e profana insieme dedicata a San Luigi Gonzaga che a fine giugno raggiunge il suo culmine, ma che si porta dietro un lavoro durato mesi.
La nuova edizione, con tante novità, è stata presentata dai soci della Pro Loco alla presenza della sindaca Francesca De Vito e del vice presidente dell’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina Fabio Tarantino nella rigenerata sede della Stanza della Memoria, recuperata da poco grazie all’associazione di giovani calimeresi Radici Urbane. Sullo sfondo dei magici lampioni illuminati oggi dalle lampadine a led che hanno sostituito le candele, musica ed eventi, ogni sera diversi. Si parte il 19 con lo spettacolo acrobatico di Amnèsia Circus e con il concerto dei Rize, con le voci di Ninfa Giannuzzi ed Enza Pagliara. Martedì 20 la banda itinerante Maisto Streetband animerà il paese con musica e coreografie, a seguire il concerto dei Bundamove. Il 21 sarà il giorno clou con la staffetta dei Lampioni a cura dell’associazione sportiva la Mandra mentre in serata ci sarà il concerto dell’orchestra popolare della Notte della Taranta con le voci più belle dell’ensamble, tra cui Antonio Castrignanò e Alessia Tondo insieme agli Aprés la Classe. Non mancano gli stand gastronomici con piatti tipici della cucina salentina e soprattutto con il tradizionale “cuturusciu”, il tarallo morbido condito con olio e pepe, preparato dalle donne calimeresi con la pasta rimasta dopo la preparazione di pane e pucce. Una tradizione, quella dei lampioni, che grazie al Progetto Lampu, primo in Italia in un bando promosso dall’Anci, sta già cominciando a viaggiare diventando richiestissimo oggetto di design per l’arredo urbano.