MELENDUGNO – Un muro millenario di Masseria San Basilio smantellato per farne barricate contro Tap. E poi, nella notte, divelta buona parte della recinzione del cantiere, risistemata solo ieri mattina. Sul posto, per le verifiche, la polizia municipale di Melendugno e i carabinieri, che portano avanti le indagini sui possibili responsabili.
Una foto eloquente è stata pubblicata da Antonio Nahi, comandante della polizia locale, che fa un appello fortissimo: “isolate” i violenti. “Indignato, amareggiato e profondamente ferito”, il comandante invita “tutti gli attivisti e salentini in genere ad esternare il loro dissenso e disapprovazione su quanto accaduto questa notte. Personaggi giunti da varie parti d’Italia –ha scritto su Facebook– hanno dissacrato il nostro territorio, martoriato la culla dei nostri avi, San Basilio, dove un muro millenario è stato abbattuto per farne una sorta di barricata e impedirne ogni transito veicolare. Noi non abbiamo bisogno di questa gente che si è appropriata in maniera inqualificabile di una lotta civile condotta fino ad oggi con dignità e identità”.
Nahi ha provveduto a denunciare penalmente i danneggiamenti stradali e “gli scempi perpetrati”. “Fino a ieri sera – spiega – avevo possibilità di colloquio e perfino di intese. L’ho fatto – dice – per rincapucciare gli olivi, portare le autobotti d’acqua, dare il cambio ai vigilanti, far riprendere i lavori, il tutto in maniera pacifica e civile anche se per ogni cosa ho dovuto presenziare o aspettare risposte da assemblee estemporanee. Da questa notte la situazione è precipitata, non c’è possibilità di colloquio alcuno. Da quello che ho capito sono gruppi venuti da varie parti d’Italia che ancora neppure coesistono tra loro, il ché dopo sarà forse ancora peggio; per ora ognuno agisce di istinto e senza consapevolezza di fatti e conseguenze”.
Intanto, continuano anche gli accertamenti della Digos sulle due bombe carta fatte esplodere all’ingresso di Lecce, sei giorni fa. Al vaglio degli agenti ci sono diversi filmati delle telecamere di videosorveglianza installati in zona, nei pressi dell’hotel Tiziano. Si stanno comparando i volti. La pista privilegiata porta a possibili infiltrati nella protesta contro il gasdotto giunti da fuori provincia e da cui il Comitato No Tap si è già dissociato.