LECCE- “La vita che si ama” è un tripudio di emozioni, di sentimenti, di traguardi, un diario sentimentale che parla di lui, della sua vita. Roberto Vecchioni porta in tour così il suo cuore, dedicandolo ai suoi figli. Una dedica importante, che mira sempre e comunque ad andare alla ricerca della felicità.
Tutto ha avuto inizio da una semplice richiesta: “Come sei papà veramente?“.Da qui la voglia di metter a punto un progetto ad hoc, in cui parla di 13 episodi dove si è trovato di fronte a un bivio di incertezza, ma con la consapevolezza che nella vita c’è sempre e comunque la possibilità di tornare indietro e prendere magari una strada laterale. “I bivi non sono mai definitivi -spiega il prof della Musica Italiana- Il modo di essere felice lo trovi sempre…d’altronde la felicità è equivalente a vivere”.
Ma qual è la lezione di vita che ha dato ai suoi figli o magari al suo pubblico attraverso le sue canzoni? “Io non do lezioni, ma preferisco fare considerazioni –afferma Vecchioni– Questo perchè la vita ti pone sempre davanti diverse sfaccettatudini: lavoro, fatica, problemi; ma anche momenti in cui ti godi la fortuna di essere uomo o donna che sia, con tutta la bellezza della propria storia…E poi il compito di un artista, se si ritene tale, non è solo quello di fare spettacoli e raccontarsi, ma anche quello di essere uomo e soprattutto aiutare chi è meno fortunato”.
Parole toccanti, anche se del resto Vecchioni non perde occasione di poter far beneficenza con gesti concreti. Come nel caso di questa sua tappa a Lecce, il cui ricavato è stato devoluto al Progetto Itaca, che si occupa di giovani con disagio psichico. Un gesto nobile, in un luogo amato dal Prof della Musica Italiana. Sì, dopo le sue “Luci a San Siro”, il Salento lo considera ormai come il suo rifugio prediletto, che vive nel cuore, dalla costa fino al cibo. “Ogni volta che torno -dice -mi sento un altro”. E’ un tesoro da custodire e che se potesse descrivere in tre aggettivi, lo farebbe con “Serenità, cultura e amicizia”.
Infine, in vista del Natale, il suo augurio ai salentini: “Avete una bella tempra e forza per resistere alle botte della vita. Ma cercate di mantenere questo territorio così com’è, cercando di non rovinarlo edificando cose orribili o sporcando il mare..e soprattutto sporcando l’animo”.
E.P.