LECCE- Svanita la designazione ufficiale da parte del partito di Berlusconi sul nome di Gaetano Messuti, la pratica Lecce passa direttamente sul tavolo dell’ufficio di presidenza nazionale di Forza Italia. I Cor non trovano l’unità sul nome del vicesindaco e gli azzurri delegano il partito romano a trovare una soluzione per ricompattare fittiani e berlusconiani. Prima della sintesi tra i due maggiori partiti della coalizione di centro destra giorni fa, proprio il leader dei conservatori, attentato di far fare pace tra due maggiori azionisti del suo partito: Perrone e Marti.
Un incontro per svelenire l’atmosfera leccese ma nulla di deciso sulle rispettive, e distanti, posizioni tra i due. Secondo i perroniani, il sindaco, potrebbe indurre a far fare un passo indietro al consigliere regionale Congedo se Marti accettasse la candidatura per sindaco di Lecce con il centrodestra unito. Proprio qua sarebbe il trabocchetto del primo cittadino. Perrone sarebbe certo che dopo lo stop di ieri sera su Messuti , da parte degli azzurri , anche sul nome del deputato più fittiano ci sarebbe la non compattezza dei berlusconiani.
Tra gli errori di valutazione anche il non considerare, per nulla, i vari movimenti civici e gli altri due partiti della possibile coalizione: fratelli d’Italia e noi con Salvini oltre al Movimento Salento ed Io Sud. Giovedì Berlusconi potrebbe valutare la situazione leccese e tarantina ma se i due capoluoghi rientrano nel contesto degli accordi nazionali per le amministrative che si celebreranno in tutta Italia, sarà difficile conoscere, in settimana, alcuna scelta definitiva.