Alba Service, i sindacati presentano al giudice l’opposizione al fallimento

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LECCE-  In via Brenta davanti al tribunale civile, i rappresentanti dei lavoratori Alba Service sono in attesa della convocazione da parte del giudice. È il giorno della prima udienza sull’istanza di fallimento della società in house della provincia di Lecce. L’inizio di un iter giudiziario che a seconda delle decisioni prese dal presidente della sezione fallimentare del tribunale di Lecce Alessandro Silvestrini, decreterà la morte o la sopravvivenza della società partecipata ormai sull’orlo del baratro. L’istanza di fallimento è stata presentata dal collegio sindacale della partecipata alla luce del buco in bilancio di oltre 3 milioni di euro.

I libri in tribunale quindi, una resa perché quei soldi non ci sono, e lo dimostra anche il fatto che i 120 dipendenti sono senza stipendio da 18 mesi e che non possono usufruire di alcun ammortizzatore sociale poiché dipendenti di società a capitale pubblico. Ma il giudice ha ascoltato anche i rappresentanti sindacali di Cigil, Cisl e Uil, Ugl e Cobas, che hanno presentato una formale richiesta di opposizione al fallimento. Anche per loro una sfilza di domande per capire se possa esserci uno spiraglio di salvezza per i livelli occupazionali. Al giudice sono stati consegnati i 4 protocolli d’intesa sottoscritti davanti al prefetto nei mesi scorsi e nei quali le parti in causa si impegnavano al salvataggio dell’azienda.

La Provincia è stata duramente attaccata dal presidente Emiliano che proprio da Palazzo dei Celestini  ha detto, che deve bloccare il fallimento. Per questo l’iter sulla procedura più lungo è meglio è, aspettando che si risolva l’incertezza della normativa sul passaggio dei lavoratori ad altre società. Intanto in Provincia qualcosa sembra muoversi con la convocazione, per lunedì, della seconda commissione che si occupa proprio delle società partecipate.

 

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