Ex Massa, un’altra estate tra rovi e recinto

LECCE-Sarà un’altra estate di chiusura per l’area dell’ex caserma Massa a Lecce,un’altra estate. E se i turisti e i leccesi non potranno circolare sulla piazza affacciata su uno dei punti più centrali di Lecce, si spera almeno che venga mantenuto il decoro della zona, senza rifiuti e senza vegetazione incolta in cui proliferano insetti rettili e topi.

È la richiesta esplicita avanzata dal presidente della commissione controllo Antonio Rotundo, riunita per l’ennesima volta per parlare dell’ex caserma e capire i motivi di un ritardo diventato ormai inaccettabile.È stata la dottoressa Roberta Cappello , responsabile del procedimento a chiarire quali saranno i tempi per l’avvio dei lavori. Non prima della fine dell’anno certamente.

Sono trascorsi quasi sei mesi da quando il concessionario, l’Ing. De Nuzzo – ha presentato il nuovo progetto definitivo adeguato alle prescrizioni ed integrazioni richieste dalla Soprintendenza. Il progetto è ancora fermo alla verifica tecnica. Poi dovrà passare in giunta e dopo ancora in consiglio per la sua approvazione. , ed ancora  il progetto dovrà essere approvato in consiglio.

Eppure nella precedente commissione controllo era stato preso l’impegno di portare il progetto in giunta entro marzo. Ad allungare ulteriormente i tempi sarà inoltre la rinegoziazione della convenzione tra il comune e la ditta de Nuzzo. Il progetto originario è cambiato, cambiano anche i costi.

Per dare avvio ai lavori del centro direzionale con annessa tettoia liberty e del parcheggio interrato, con un investimento stimato di circa 21 milioni di euro si dovrà attendere ancora. E non termineranno certamente prima di tre anni.

Per avere una idea del colossale ritardo registrato intorno alla realizzazione di questa opera, basta ricordare che l’avviso pubblico per la procedura concorsuale  per individuare  quale “promotore” per l’intervento nell’area dell’ex caserma risale ad 11 anni fa, all’epoca Poli. Da allora sono seguiti anni di rinvii, intoppi burocratici e sostanziali, ritardi a volte colpevoli, che la città ha pagato e continua a pagare a caro prezzo

 

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