TARANTO- Lecce e Brindisi nella classifica non compaiono perché il campione preso in considerazione riguarda i capoluoghi di Regione e Provincia con più di 100 mila abitanti. C’è Taranto però nella classifica tra le città più tassate d’Italia stilata sulla base dei dati elaborati dall’ufficio studi Cgia del Ministero delle finanze che ha elaborato la “Mappa del fisco locale in Italia” . Ad essere prese in considerazione sono le aliquote Iperf (definite dalle regioni), il totale delle addizionali Irpef (regioni e comuni), l’Imu e la Tasi. La classifica e’ stata realizzata sulla base di “punti” attribuiti alle citta’ e alle relative regioni che applicano aliquote particolarmente elevate nei quattro principali tributi pagati anche su base territoriale. In totale sono stati assegnati 41 “punti”. Taranto si trova , su 50 comuni esaminati, al 33esimo posto con 7 244 euro annuali di imposte e segue immediatamente bari che è al 32esimo posto.
Nello specifico: i tarantini pagano in media annualmente: 5 881 euro di Irpef , 473 euro di addizionale regionale Irpef , 248 euro di addizionale comunale Irpef , 98 euro di Tasi , 227 di bollo auto e 290 di tari. Le città più tartassate sono Roma, Torino, Napoli, Genova, Bologna, Ancona e Campobasso.
In termini di pressione fiscale gli scarti tra Centro-Sud e Nord arrivano a toccare i 4 punti percentuali. Nella classifica della pressione Irap e Irpef la Capitale si colloca ai vertici con il 38%, seguita da Campobasso con il 37,4% e Napoli con il 37,2%. A Milano la stessa pressione si attesta al 35,9% mentre a Trento, ultima in classifica, al 33,5% un panorama frammentato. Nel tempo, le singole Amministrazioni hanno fatto un diverso ricorso alla facoltà di intervenire sulle addizionali proprie- “Serve un ragionamento complessivo e una riforma fiscale organica – dichiara il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, ci sono troppe differenze a livello territoriale per quanto riguarda il prelievo fiscale e si tratta di differenze che non aiutano la ripresa cosi’ come gli investimenti delle imprese”.