Ipermercati alla riscossa: 12mila mq in più. Claai: “Urge freno al far west”

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LECCE-37mila invece che 25mila metri quadrati, 12mila in più rispetto a quelli programmati nel decennio 2005-2015: nella città di Lecce, le medie e grandi strutture di vendita la fanno da padrona, con la conseguenza inevitabile di schiacciare il piccolo commercio.
“Ecco perché c’è l’urgenza di adottare il Documento Strategico del Commercio – dicono dalla Claai, la confederazione delle libere associazioni artigiane –perché è l’unico strumento in mano ai Comuni per programmare sul proprio territorio lo sviluppo di nuove attività a tutela dei piccoli operatori dopo la liberalizzazione delle autorizzazioni”. Una questione non da poco per una città terziaria com’è Lecce, che conta oltre 2500 esercizi commerciali, numero di imprese che costituisce, insieme alle oltre 1500 aziende artigiane, il tessuto connettivo dell’economia cittadina. Negli ultimi giorni, si è arrivati alle carte bollate, con il ricorso presentato da Discoverde contro la Lidl.

“Solo stabilendo che la città è satura e non è possibile prevedere nel prossimo PUG aree di nuova espansione commerciale è possibile impedire che nuovi colossi possano aprire punti vendita in città”, dice ancora la Claai. Perché, in alternativa, “le piccole attività commerciali, alimentari e non, saranno esposte ad un concorrenza spietata”.

 

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