LECCE (di M.C.) – L’ironia del web si scatena anche sull’evasione del Vito Fazzi che giovedì ha visto protagonista l’ergastolano trepuzzino Fabio Perrone che in modo violento e rocambolesco è riuscito, dopo aver disarmato una guardia penitenziaria, a fuggire dal nosocomio leccese ferendo delle persone e rubando un’auto ad una malcapitata signora. Il 42enne evaso è ancora “alla macchia” nonostante le ricerche serrate di tutte le forze dell’ordine che presidiano il territorio. E da qui ha preso spunto il popolo del web che in modo geniale e dissacrante racconta a suo modo l’avvenimento che sembra proprio l’episodio di un film o di un videogioco.
L’evento alquanto insolito è stato paragonato alla serie di videogiochi per consolle “Grand Theft Auto”, ambientata in location diverse nelle varie puntate che vede come protagonista un criminale che compie crimini e delitti di ogni genere per accrescere il suo valore e la sua potenza e portare a termine le missioni: furti, rapine, omicidi. Un gioco diseducativo che ha avuto un successo internazionale enorme e continua ad averlo, e da qui, su internet è nata (come burla) la versione Grand Theft Auto “Trepuzzi city – Vito Fazzi edition”.
Non poteva mancare, di certo, Filippo De Silva, l’inafferrabile agente dei servizi segreti “deviati” della fortunata serie televisiva “Squadra Antimafia”; il personaggio, interpretato dall’attore Paolo Pierobon, lavora da sempre a braccetto con la mafia muovendosi tra le linee dell’illecito, riuscendo a conservare segreti di stato che farebbero finire dietro le sbarre gran parte dei poteri forti italiani e internazionali. Lui arriva ovunque e in modo molto violento risolve ogni problema che si presenta sulla sua strada e dei suoi amici di turno. Ed eccola la sua foto con la frase: “Vengo al Vito Fazzi, devo pensare a tutto io”.
E mentre le forze dell’ordine continuano il loro lavoro certosino per aggiudicare il pregiudicato alla giustizia, l’agorà virtuale decide di prendersi poco sul serio e scherza sull’episodio chiedendosi però su vari post apparsi su Facebook “com’è possibile che un pericoloso ergastolano venga scortato soltanto da due persone?”.