SQUINZANO – Il giorno dopo la tragedia, la follia omicida abbattutasi su Squinzano con l’omicidio-suicidio in via del Crocefisso, il paese è ancora sotto choc. Si realizza pian piano cosa sia accaduto; si tenta di metabolizzare la notizia terribile, il fatto di sangue di inaudita violenza che ha portato Squinzano alla ribalta delle cronache nazionali. Le indagini dei Carabinieri continuano, ma non sembra esserci alcun dubbio su quanto accaduto in pochissimi, interminabili secondi.
Paola Marzo, 40 anni, giovane mamma di due figli, parrucchiera, è stata ammazzata con un colpo di pistola dal marito che aveva lasciato pochi mesi fa. Poi lui ha rivolto l’arma contro di sé ed ha fatto fuoco. Sono morti tutti e due, i carabinieri li hanno trovati uno sull’altro, in una pozza di sangue. L’analisi dei reperti raccolti dai militari della Sezione Investigazioni Scientifiche racconteranno altri dettagli. Al momento l’unica cosa certa è che due famiglie sono distrutte e, soprattutto, che due bambini sono rimasti orfani. Il sindaco Miccoli ha già fatto sapere che l’intera comunità farà il possibile per essere loro di supporto, in qualsiasi modo.
Indignazione nelle parole di Filomena D’antini, responsabile del Dipartimento Diritti umani e Libertà civili della Regione Puglia: “Quanto accaduto a Squinzano conferma l’alta percentuale di un femminicidio ogni tre giorni e mette in luce nel modo peggiore l’isolamento in cui versano le famiglie in corso di separazione e divorzio. E’ necessario intervenire per garantire gli strumenti di contrasto già sperimentati sul territorio e non lasciare le famiglie nel loro drammatico isolamento; le separazioni e i divorzi oggi all’ordine del giorno lasciano ferite laceranti su i figli e in molti casi anche sui coniugi che sono innanzi tutto genitori”.