La vendita delle Terme sia una risorsa e non una speculazione tra Comune e Regione

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SANTA CESAREA-  La Regione Puglia, azionista di maggioranza delle Terme di Santa Cesarea, mette in vendita il proprio 50,4%. Un’occasione di rilancio per la S.p.a. Del benessere, affacciata sul mare salentino. L’importante è ora non cadere nella mera speculazione tra la regione ed i comuni. Si rischierebbe, altrimenti, di perdere un’opportunità di valorizzazione. È il momento di agire insieme, di fare squadra per puntare su una grande risorsa dell’economia del territorio. 

Oltre alla Regione Puglia, gli altri soci sono i Comuni di Santa Cesarea, Minervino, Castro, Poggiardo e Provincia. Come già detto facendo un focus sulle società partecipate dagli enti pubblici, il 2014 dovrebbe essere stato chiuso in sostanziale pareggio, nel rispetto di un trend che tra il 2011 e il 2013 ha visto dimezzare le perdite.

“Un errore procedere in ordine sparso” dice il deputato PD Friz Massa, riferendosi al fatto che il Comune avrebbe protestato perché la Regione starebbe svendendo la propria parte, con un prezzo dunque troppo basso. “Il problema non è quello del prezzo della partecipazione ma, piuttosto, quello di cedere la partecipazione pubblica vincolandola alla qualità della proposta progettuale e all’impegno degli investimenti indispensabili; nonché alla tutela dell’occupazione. Nella prospettiva di un’azione pubblica che si allontani dalla gestione e si attesti sul versante della programmazione e del controllo”.

Serve dunque un’azione unitaria di Regione e Comune. “In caso contrario -magari incassando qualche euro in più, si aprirà la strada ad iniziative private speculative”.

 

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