SAN FOCA- “Ecco uno dei motivi per cui la V.I.A. di TAP è da annullare: Il 18 marzo 2014 la commissione V.I.A. chiede a TAP 48 capitoli d’integrazione da presentare entro 45 giorni in”soluzione unica”. TAP invece consegna le integrazioni in più pacchetti con alcuni elaborati che sono addirittura sostitutivi“.
È il comitato No Tap che spulcia le carte presentate a Roma da Tap (TransAdriatic Pipeline). Quelle carte che hanno portato la commissione VIA -Valutazione di Impatto ambientale- a dare l’ok all’approdo a San Foca del gasdotto che porti il gas azero dall’Adzerbaijan all’Italia, passando, appunto, dal Salento.
Il comitato che si oppone all’opera fa sapere di star preparando i ricorsi al Tar (cioè più di uno) e che quella riscontrata e pubblicata sarebbe solo una delle irregolarità, in attesa di conoscere nel dettaglio quelle che sono le prescrizioni imposte e, soprattutto, l’accesso agli atti.
Queste due pagine sono la testimonianza di come la documentazione integrativa sia arrivata fuori tempo massimo, fino al luglio scorso, dunque ben oltre il termine di aprile.
Non solo: i No Tap sottolineano come le varie appendici -che riguardano molteplici punti: dalle analisi delle alternative (dell’approdo, ndr), alla descrizione delle rotte e valutazione preliminare dei rischi associati; dallo studio idrogeomorfologico, alle rotte offshore- sembrano ridisegnare interamente il progetto.
Per questo e, secondo il comitato che si oppone al gasdotto, per tante altre irregolarità che promettono di rendere pubbliche, si stanno preparando i ricorsi. Con l’auspicio di annullare il parere positivo espresso dalla commissione VIA.