Tap, le immagini del cantiere dall’alto. In mattinata nuovo corteo

MELENDUGNO- Prima il paesaggio salentino di sempre: ulivi verdi e tratturi. Poi, quando il drone si alza in volo, le immagini ci restituiscono la visuale più corretta di quello che sta accadendo. Siamo a Melendugno, nelle campagne in cui lo scorso lunedì la multinazionale Tap ha avviato l’espianto dei primi 33 dei 211 ulivi destinati allo spostamento.

Le operazioni di “zollatura” sono evidenti anche sugli alberi che si vorrebbero ancora trasferire. Una lunga recinzione in cemento limita l’area di cantiere, in località San Basilio. È lì che la società ha chiesto di poter iniziare a scavare per costruire il pozzo di spinta del microtunnel, l’opera ingegneristica più complessa, il collegamento tra il mare e la terra, con il tubo che si inabissa nelle acque di San Foca e riemerge qui.

È quella la zona da una settimana presidiata giorno e notte dagli attivisti. Si è in attesa di comunicazioni dalla Prefettura, che a sua volta attende quelle del Ministero dell’Ambiente e della Regione. È nelle more di quegli approfondimenti che i lavori, per ordine del prefetto, sono stati sospesi, in attesa di sapere se davvero oppure no Tap abbia i permessi per l’espianto.  Nel frattempo, gli attivisti non indietreggiano di un millimetro. La nuova settimana si è aperta con un corteo, nella prima mattinata. Cittadini, sindaco Marco Potì e parlamentari e consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno sfilato tra i tratturi.

Sono i pentastellati a denunciare che “l’Avvocatura regionale non aveva neanche ricevuto il testo della mozione approvata dal Consiglio martedì 21 febbraio, quando si è chiesto di valutare la possibilità di impugnare la nota ministeriale che considerava legittime le autorizzazioni agli espianti degli ulivi e di valutare la possibilità di un esposto in Procura”. “Una scoperta di gravità inaudita – hanno ribadito – e che dimostra ancora una volta la totale mancanza di serietà del governo di Michele Emiliano sulla battaglia contro il TAP”.

 

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