Rilievi scientifici sull’auto della rapina, il Dna potrebbe incastrare gli indagati

E' stata setacciata dagli esperti delle investigazioni scientifiche l'autovettura utilizzata dai 4 rapinatori che dopo la rapina a Lequile non esitarono a sparare contro i carabinieri. Si cercano le tracce del Dna che possano incastrare definitivamente gli indagati

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LEQUILE- E’ stata setacciata dagli esperti della Sezione Rilievi del Nucleo Investigativo di Lecce e dalla Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale di Bari, l’autovettura utilizzata dai 4 rapinatori per garantirsi la fuga dopo la rapina del 06 febbraio scorso, quando nel conflitto a fuoco rimase coinvolta anche un’auto dei militari, anche questa esaminata.

Il tutto è avvenuto alla presenza dei legali dei rispettivi indagati, Avv. Rella e Avv. De Lazzaretti. Sono state effettuate riprese fotografiche dei mezzi, e  numerosi campionamenti su tutte le superfici interne della FIAT Uno alla ricerca di tessuti epiteliali o tracce biologiche riconducibili agli occupanti.

Sofisticati rilievi con  tecniche ottico-fisico-chimiche hanno  consentito di individuare e repertare alcune impronte papillari che saranno confrontate con le impronte assunte dagli indagati nel corso dei fotosegnalamenti. Sono state infine ricostruite, per quanto possibile, le traiettorie ed i tramiti dei vari proiettili che hanno attinto sia la FIAT Uno che l’autovettura militare.

A seguito dello smontaggio delle ruote posteriori, è stato rinvenuto un proiettile, esploso dai militari, che ha colpito una ruota dell’auto su cui viaggiavano i rapinatori.

 

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