“No Triv”, MRS analizzerà l’acqua potabile. Se ci sono idrocarburi, denuncia in Procura

Continua la campagna di informazione del Movimento Regione Salento lungo le coste dello Ionio per dire no alle trivelle. Tappa a Gallipoli, dove una geologa lancia l'allarme sulla presenza, massiccia, di idrocarburi nell'acqua del Pertusillo, che disseta tutto il Salento.

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GALLIPOLI- Il no che il Movimento Regione Salento dice alle trivelle, è un no che sta portando lungo tutta la costa ionica. Tappa dopo tappa, per fare informazione con il presidente MRS Paolo Pagliaro, il responsabile della No Triv MRS Francesco Zecca e tutti gli altri militanti. Tutto questo al fine di spiegare che dire sì alle prospezioni in un mare piccolo com’è lo Ionio, sarebbe letale. E stavolta la platea si allarga, con gli amministratori del tarantino, e con il presidente dell’associazione Jonian Dolphin Conservation Carmelo Fanizza.

Pochi leccesi, nessuna istituzione locale. E invece in Basilicata migliaia e migliaia di persone, con i sindaci in testa,NO TRIV3 manifestano contro l’ingresso delle multinazionali del petrolio nelle nostre acque, contro lo sfruttamento “assolutamente non necessario” della terra e del mare.

Ma stavolta c’era anche una massima esperta, la geologa Albina Colella, docente dell’Università della Basilicata, che ha lanciato un allarme che riguarda i pozzi petroliferi sulla terraferma e che starebbero avvelenando l’acqua che beviamo.

Il Salento prende l’acqua potabile dall’invaso del Pertusillo, in Basilicata. Invaso che si trova in piena Val d’Agri e forse non tutti sanno che proprio lì insiste l’area del più grande giacimento di idrocarburi finora sfruttato in terraferma dell’Europa Occidentale, con ben 26 piattaforme petrolifere (ognuna delle quali conta uno o più pozzi). E allora la professoressa ha eseguito delle analisi.

La Val d’Agri è un’area ricca d’acqua, con più di 600 sorgenti. È emerso che le acque presentavano una concentrazione molto elevata di idrocarburi totali, superiori al limite dato dall’Istituto superiore di sanità che è di 10 microgrammi/litro. I microgrammi erano fino a 656 volte oltre il limite.

Ovviamente, trattandosi di un invaso -che si riempie e si svuota- la qualità dell’acqua non è sempre la stessa, ma varia. E allora sono stati presi in esame i sedimenti, che sono un vero e proprio registro chimico di quello che avviene nell’acqua. E le cattive notizia sono state confermate: anch’essi sono ricchi di idrocarburi totali ed il potabilizzatore Aqp di Missanello non toglie gli idrocarburi dall’acqua.

“Faremo analisi dettagliate -dice Paolo Pagliaro presidente del Movimento Regione Salento- esamineremo l’acqua che sgorga dai rubinetti e, se emergeranno criticità, procederemo con una denuncia alla Procura della Repubblica”. Dunque no alle trivelle in toto.

Il Movimento non ha dubbi: “Paesaggio deturpato, inquinamento della falda, distruzione di fauna e flora marine. E tutto questo per benefici pari a zero. Quella delle trivellazioni è l’ennesima emergenza che il salento deve affrontare”.

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