Bilancio approvato, ma è caos in Consiglio. Consales: “Non mi dimetto. Io come Vendola e Cancellieri”

Bilancio approvato nel consiglio Comunale di Brindisi dove, però, è caos politico. Le opposizioni chiedono le dimissioni di Consales alla luce delle inchieste della Procura, ma il sindaco non molla e si paragona a Vendola e alla Cancellieri

Mimmo Consales

BRINDISI- Come Vendola e La Cancellieri, il sindaco indagato non ha intenzione di rimettere il suo mandato. E anche se i conti della maggioranza alla fine tornano e il bilancio consuntivo viene approvato con 19 voti, il consiglio Comunale di Brindisi resta avvolto nel caos. Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, tra le novità del documento spunta una prima tranche da 64mila euro del finanziamento dell’indagine epidemiologica, chiamata a dimostrare o a smontare eventuali collegamenti tra l’inquinamento ambientale e le patologie del territorio. Poi, 250mila euro destinati all’università, risorse per il turismo e ben 100mila euro destinati ai disagiati in concomitanza delle feste natalizie. Queste le cose belle. Poi, quelle brutte.

A partire dal clima da inquisizione, legittimo o meno non spetta a noi dirlo, nei confronti di Consales, invitato dalle forze di opposizione a fari da parte alla luce dei 3 diversi avvisi di garanzia che pendono sul suo capo.

Riccardo Rossi di Brindisi Bene Comune, Giovanni Brigante de La Puglia per Vendola e Mauro D’attis, centrodestra nuovo o vecchio resta da valutare, invitano il primo cittadino a farsi da parte. Mentre COnsales si paragona prima a Vendola, indagato nell’inchiesta sui veleni dell’Ilva, e addirittura al ministro Cancellieri. Come loro, il sindaco autosospeso dal Pd, conferma di voler restare al suo posto.

“Ci sono tante persone in Italia – ha detto Consales – che sono nelle mie condizioni, così tanti amministratori che hanno ricevuto un avviso di garanzia”. Alcuni, a volte capita, si fanno da parte. Altri, come gli illustri esempi citati dal giornalista, invece no.  “Perché non lascio questa Città al commissario”. E via con le accuse nei confronti dei consiglieri del partito del commissario.