Gare col “trucco” alla Asl, 22 arresti. In carcere anche consigliere comunale

Bufera sulla Asl di Brindisi, al centro di un’indagine su decine di bandi di gara truccati. 133 gli indagati, 22 le ordinanze di custodia cautelare. In carcere anche il capo dell’Utc Vincenzo Corso e il consigliere comunale Antonio Ferrari.

ASL Brindisi

BRINDISI- Come Mercadet, personaggio di una commedia di De Balzac che utilizza il denaro altrui per i propri loschi guadagni, si trattava di una vera e propria associazione a delinquere all’interno dell’area gestione tecnic della Asl di Brindisi che, dal 2006 al 2011,avrebbe “truccato” le gare di appalto in un sistema di spartizione da cui avrebbero tratto giovamento, a turno, diversi imprenditori.

E’ bufera alla Asl di Brindisi: risultano indagate, infatti, 133 persone, tra cui 17 donne. Con 22 ordinanze di custodia cautelare, 11 in carcere,tra cui diversi nomi eccellenti, eseguite dalle prime luci dell’alba dalla Guardia di Finanza di Brindisi e dai carabinieri del Nas di Taranto su disposizione della Procura del capoluogo adriatico.

Secondo l’accusa,  coordinata dai pubblici ministeri Giuseppe De Nozza e Nicolangelo Ghizzardi, nell’ufficio tecnico  dell’azienda sanitaria si lavorava secondo una gestione “deviata” delle procedure di gara secondo un modus operandi che prevedeva, per le gare di valore superiore ai 50mila euro, l’apertura segreta e il successivo suggellamento da parte di un esperto faccendiere dei plichi contenenti le offerte presentate dalle ditte partecipanti alla gara, per prendere visione delle loro offerte.

Un sistema finalizzato a individuare e suggerire al vincitore, già predeterminato, l’offerta da presentare per conseguire l’aggiudicazione.  Nello specifico, delle 5 ditte invitate a partecipare, 4 fungevano da mere comparse, non presentando alcuna offerta o, piuttosto, presentando offerte superiori a quella della ditta già eletta vincitrice a “tavolino”. Tutto molto facile da mettere in pratica, visto che la commissione aggiudicatrice era composta dagli stessi dirigenti dell’area tecnica. La tecnica si sarebbe ripetuta per ben 61 gare, inerenti la fornitura di materiale e apparecchiature.

Ad avvalorare la tesi degli inquirenti, perquisizioni, pedinamenti, intercettazioni telefoniche, tutte poi finite nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip Valerio Fracassi.

Le ipotesi di reato ipotizzate a vario titolo agli arrestati sono di associazione per delinquere, turbativa d’asta, falso in atti pubblici, corruzione, frode in pubbliche forniture, violazione del segreto d’ufficio.

I dettagli dell’operazione, chiamata appunto Mercadet,  sono stati sviscerati in conferenza stampa dal Procuratore Capo di Brindisi Marco Di Napoli.

Centinaia, come detto, gli indagati, ma  in carcere ci finiscono in 11: il dirigente dell’UTC Vincenzo Corso, ritenuto il regista, Emilio Piliego, Roberto Braga, Giovanni Borromeo, Vittorio Marra, Adolfo Rizzo, Antonio Camassa, Giuseppe Rossetti, Tommaso Vigneri, Cesarino Perrone e il consigliere Comunale di Brindisi Antonio Ferrari, ex Udc ora Centro Democratico.

Ai domiciliari, invece, Gianluca Pisani, Armando Mautarelli, Giovanni De Nuzzo, Mauro De Feudis, Claudio Annese, Cosimo Bagnato, Grazia Cito, Daniele Di Campi, Ivo Grifoni, Salvatore Perrino, Francesco Perrino.