Contro la violenza sulle donne, da casa al palcoscenico

Un dibattito contro la violenza sulle donne e i minori è stato organizzato per parlarne con gli esperti e per promuovere iniziative che portino "in scena" la violenza quotidiana.

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LECCE- Il Movimento Femminile Regione Salento in collaborazione con il Centro Studi “ R.Protopapa” ha organizzato presso la Sede dello stesso Centro Studi a Lecce in Via Bari 68/a, un dibattito sul tema “Violenza sulle donne e sui minori” . All’incontro hanno preso parte la d.ssa Maria Pia DE GIOVANNI – criminologa, l’attrice Greta ANTICO che ha raccontato della sua esperienza come interprete di “MARIA”, personaggio chiave dell’opera teatrale “Giù le mani da Maria” e la giornalista Sandra SIGNORELLA.

Al dibattito, presenti anche l’Assessore alle Politiche Sociali e Pari Opportunità della Provincia di Lecce Filomena D’Antini Solero; la Coordinatrice femminile del MRS Tonia ERRIQUEZ e Franco CIARDO del Centro Studi che , per l’occasione ha presentato anche il Cartellone de LE PAROLE della MEMORIA che avrà inizio il 15 novembre presso il teatro DB d’ESSAI con un’ opera teatrale che tratterà lo scottante argomento della violenza sulle donne.

Si accendono quindi sul palco i riflettori per mettere a nudo quanto succede nella realtà. Un problema quello della violenza di genere che se prima non era così preso in considerazione, dagli anni ’70 in poi – come ricorda Franco Ciardo- ha iniziato a crescere, a concentrare l’attenzione su di se, come è giusto che sia.

Ed il teatro fa la sua parte. Come afferma la coordinatrice del MRS Femminile “il vivere quotidiano è il teatro d’eccellenza”. “In questi ultimi anni ciò che ci accade attorno mi sembra davvero una scena teatrale. -afferma la coord. Tonia Erriquez- Ma mentre prima il teatro arrivava a demonizzare, accrescere ed evidenziare discrepanze sociali e culturali ed eccessive di vitatonia quotidiana, ora senza sforzo alcuno riesce perfettamente a riportare la realtà così com’è..il teatro ora suscita critica, discussione, riflessione e guai se non lo facesse! Invia dei segnali disagi, malcostumi, tirando fuori il meglio ed il peggio di noi!

Il personaggio interpretato dall’attrice Greta, ossia Maria -continua Erriquez- nonostante sia ambientato negli anni ’60, è attualissimo. E’ il nome più bello, più risonante per noi cristiani…mamma, la madre di Dio. Etimologicamente, è un nome dalle tante interpretazioni. Come amore, amata, ribellione, grande amarezza. Io racchiudere tutti questi significati accumulandoli in uno solo: Donna portatrice di amore di una grande voglia di riscatto (come il personaggio Maria)”.

In “Giù le mani da Maria”, tratto da L’Ancura di R.Protopapa, il personaggio chiave, Maria, esprime in sè una carica di odio quasi inconcepibile, ma che poi è l’odio delle anime semplici, l’odio commisurato al senso della giustizia. Nelle pieghe della tragedia si indovinano i rancori serpeggianti, ma repressi, di un contesto sociale un po’ paesano, un po’ civile, un po’ borghese.

Si cerca di mettere in risalto il delicato tema della violenza sulle donne e del femminicidio, termine quest’ultimo che purtroppo segna la vita di una donna ogni due giorni per mano di un uomo. Un dato che mette i brividi solo a pensarci, ma purtroppo succede. E’ questa è la realtà e non una scena teatrale.

Ma cosa si potrebbe fare per mettere fine a tutto questo male? L’assessore D’Antini Solero parla di creare una rete fra donne di tutti i diversi movimenti. Di diffondere la cultura del rispetto, specie nelle scuole con appositi docenti che possano educare le nuove generazioni.

E  ancora, secondo l’assessore, si dovrebbe cercare di rividere il sistema penale, perchè la legge c’è e si applica, ma bisognerebbe far qualcosa in più per la tutela delle donne che magari si ritrovano a rincontrare per strada il loro aguzzino, orco o stalker che sia dopo poco tempo (mesi o magari giorni dall’arresto). Per D’Antini Solero si dovrebbe cercare di dare una pena più dura, magari riprendendo in mano la legge proposta dal Ministro Carfagna e l’onorevole Bongiorno, quello dell’ergastolo.

Altro punto di riferimento fondamentale per questa battaglia sono  i centri antiviolenza che nel Salento sorgono a Lecce, Specchia, Squinzano, Parabita e presto anche a Galatina. Ma la provincia ha l’obiettivo di aprirne altri, fondi permettendo.

I progetti, le idee ci sono. Le istituzioni anche. Si deve collaborare per raggiungere l’obiettivo e combattere il femminicidio. 

Anzi, a proposito di questa terminologia, è intervenuta la coord. del MRS  Femminile: “Basta parlare di femminicidio. Perchè? Heriette Moore-direttrice della London School Economics- che studia il rapporto tra i sessi, su un suo libro ha più volte affermato che la libertà della donna è ancora fortemente condizionata dalla diseguaglianza di cui soffrono”. Ebbene con il termine femminicidio ce la tiriamo sopra questa diseguaglianza. 

Meglio che si continuino a usare i termini di legge, che si continui a parlare di mutilazioni genitali, prostituzione, escissioni, infibulazioni, violenza domestica, stalking –conclude Tonia Erriquez–  E quindi di uxoricidio, fratricidio, matricidio, infanticidio, parricidio”.

Alla fine dell’incontro la coordinatrice del Movimento ha omaggiato le donne presenti al tavolo con un piccolo pensierino, con una campanella, simbolo di un messaggio forte e importante: “Donne basta violenze, svegliamoci e facciamoci rispettare”.

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