Piano coste, l’accelerazione della Regione e i problemi dei Comuni. Albano: “Difficoltà di carattere amministrativo, frenati anche dal PPTR”

La delibera regionale che prevede il commissariamento dei comuni che non consegneranno in tempo il Piano delle Coste preoccupa alcuni comuni. Il sindaco Albano spiega che la lentezza è dovuta a “difficoltà tecnico-amministrative”. L’assessore Di Gioia risponde che la regione aiuterà le amministrazioni che chiederanno il suo supporto.

Sindaco Salvatore  Albano

PORTO CESAREO- La delibera regionale che prevede il commissariamento per tutti quei comuni che, entro un determinato periodo di tempo, non avranno provveduto a consegnare il Piano delle Coste non ha intenti punitivi, ma tende solo a imprimere un’accelerazione alla nascita di una programmazione inevitabile. Lo spiega l’assessore regionale al Demanio Marittimo, Leonardo di Gioia, che poi aggiunge: “La delibera prevede un commissariamento ad acta: le amministrazioni che non si muoveranno nei tempi previsti, saranno commissariate per redigere questo atto”.
Entro 30 giorni i comuni sono tenuti a comunicare lo stato dell’arte: la regione vuole sapere a che punto sono i lavori e quali tecnici stanno elaborando il piano. Nel caso in cui non siano ancora cominciato il lavoro di elaborazione del Piano delle Coste, ai comuni sono concessi 60 giorni per avviare l’iter e ulteriori 4 mesi per l’approfondimento. “Ad Oggi, nessun comune della Regione ha consegnato il suo Piano: non vogliamo un rapporto conflittuale, ma solo sollecitarli. Vogliamo capire quanti lidi hanno chiesto le concessioni e a quanti lidi si possono concedere”, ha spiegato l’assessore al Demanio marittimo.

Il sindaco di Porto Cesareo, Salvatore Albano, in un confronto telefonico con l’assessore Di Gioia ha spiegato che la sua amministrazione ha già cominciato a lavorare sul piano delle Coste, ma che i problemi di carattere tecnico-amministrativo sono tanti. E’ proprio questo il punto che ha frenato i lavori di tanti comuni della Regione: nessuno ha consegnato il Piano, anche perché l’elaborazione richiede competenze e risorse. Alcuni comuni hanno frenato anche per gli alti costi delle consulenze. “Per elaborare il piano delle coste sono necessari Vas (valutazione ambientale strategica) e lo studio delle correnti geomarine. Inoltre, il Piano paesaggistico, individuando i cordoni dunali, ha frenato i nostri lavori: costringendoci a ulteriori approfondimenti”, ha spiegato il primo cittadino di Porto Cesareo.

Di Gioia ha promesso di accompagnare i comuni verso l’elaborazione dei piani delle coste mettendo a disposizione competenze e bagaglio tecnico del personale che lavora in Regione. “Vogliamo accompagnare i comuni che hanno iniziato i lavori e sollecitare chi non lo ha fatto: quando emaneremo la prossima ordinanza balneare, dovremo farlo sulla scorta di una pianificazione chiara e capendo che si aprirà un nuovo mercato, ad esempio, quello delle spiagge libere concesse. Dal piano scaturiscono opportunità economiche, ambientali e paesaggistiche: non possiamo rinunciare a questa sfida”, conclude Di Gioia.