Il “caso Prete” alimenta lo scontro politico, in Italia si allarga la lista dei decaduti

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PARABITA–  Il caso Prete accende lo scontro tra maggioranza e opposizione del comune di Parabita. La prefettura ha deciso si sospendere il consigliere di opposizione solo dopo un lungo iter fatto di pareri e burocrazia. Ma l’opposizione polemizza perché in giunta c’è un assessore condannato: “La legge Severino, spiegano in un comunicato,  porta al paradosso di permettere la permanenza in giunta di un condannato a 2 anni di reclusione per truffa aggravata ai danni dell’Unione Europea, con incapacita’ a contrarre con la Pubblica amministrazione, mentre fa fuori un consigliere di opposizione condannato solo in primo grado per abuso d’ufficio”.

Poi Stefano Prete e per il Capogruppo di “Bene Comune”, Marco Cataldo sferrano l’attacco diretto al sindaco:“ncredibile è la contraddizione di una norma che invece permette a Biagio Coi di mantenere la carica di assessore ai lavori pubblici e all’urbanistica del Comune di Parabita, pur essendo colpito dalla più pesante condanna a 2 anni di reclusione per truffa aggravata ai danni della Comunità europea, con incapacità di contrarre con la Pubblica Amministrazione.

E’ curioso notare, poi, come un Sindaco del PDL (Alfredo Cacciapaglia) si stia con affanno adoperando per far passare, nonostante i pareri discordanti dei principali costituzionalisti italiani, una lettura della Legge Severino contraria agli interessi di Silvio Berlusconi”, continuano i due consiglieri.

C’è una lunga lista di decaduti, sospesi dopo una condanna: dalla Sicilia all’Emilia ci sono 20 consiglieri e amministratori compagni di sventura di Stefano Prete. Questo significa che sta passando l’interpretazione che a livello nazionale potrebbe nuocere a Berlusconi, anche se lì si parla di incandidabilità, con tutta una serie di effetti a catena sulla politica nazionale.

I consiglieri di opposizione accusano la maggioranza di usare due pesi e due misure per puro calcolo politico  e per far entrare in consiglio comunale il primo dei non eletti nella lista “Bene Comune”, che sicuramente passerà con il PDL in maggioranza, a seguito di un “corteggiamento” che – a quanto pare – ha profili torbidi e che, nei prossimi giorni, saranno sicuramente approfonditi”, spiegano.