Sentenza Estimi, Pd ed associazioni: “Hanno vinto i cittadini, Perrone chieda scusa”

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LECCE- Per l’opposizione a Palazzo Carafa è  arrivata l’ora della resa dei conti. Il Pd non ci sta a far passare per vittoria dell’amministrazione Perrone  la sentenza del Tar, che ha annullato il riclassamento degli estimi. Ed esce con uno slogan sarcastico: “Ti piace vincere facile?”.

E’ già pronto un manifesto che sarà diffuso in tutta la città: “Vincono i cittadini. Perrone chieda scusa alla città”.  Attraverso il segretario cittadino, Andrea Imbriani, il Pd chiede che venga ripristinata la verità, perché, nella sentenza, il Tar conferma la responsabilità del comune, bocciandone le delibere per difetto istruttorio e motivazionale. Quasi settemila cittadini ricorrenti hanno dovuto pagare le spese legali per sostenere il ricorso contro il riclassamento, che ha portato a una sentenza oggi  efficace anche nei confronti di chi non ha agito. Il capogruppo Foresio parla  di situazione paradossale in cui il comune gioisce per l’annullamento di un suo provvedimento e chiede che si individuino i responsabili. L’avvocato del Pd, Massimiliano Ariano, mette il dito nella piaga: “La sentenza conferma la responsabilità dal comune, perché per la smania di rastrellare denaro ha agito in maniera errata e disattenta, come spiegano i giudici amministrativi, che denunciano un uso non omogeneo dei dati, a discapito di una ‘rappresentazione corretta  della situazione di fatto che giustifica, o meno, la revisione catastale’. E’ stata avviata la procedura sulla base di dati inadeguati insufficienti e disomogenei. E’ stata avviata una procedura che colpiva tutti i tipi di immobili indistintamente”.

A chiedere di ristabilire la verità anche le associazioni che si sono battute a fianco dei cittadini (Adoc-Codacons e Adusbef). In mattinata, dopo le bacchettate al Comune,  una riflessione su cosa accadrà domani: si attendono le mosse dell’Agenzia del Territorio, che dovrebbe tornare sui suoi passi. Il Tar ha annullato il provvedimento di riclassamento. Ma, se l’Agenzia non dovesse ottemperare alla sentenza, i cittadini non ricorrenti, dovranno fare un’istanza perché venga ripristinata la situazione precedente al riclassamento. Per il Pd i ricorrenti potrebbero chiedere il risarcimento del danno per aver speso soldi per pagare ricorso e competenze degli avvocati, anche se c’è il rischio di imbrigliarsi in una lite temeraria, come spiega l’avvocato Leo.

Perrone, intanto, è deciso a ritenere la sentaenza uina vittoria anche del Comune e spiega la scelta dell’amministrazione così: “La vicenda è cominciata nel 2010, quando si era reso necessario l’adeguamento delle rendite catastali tra le più basse d’Italia, l’ultimo riclassamento risaliva al ’92: volevamo ripristinare l’equità tra le zone, ma poi è arrivata l’Imu e abbiamo chiesto un rinvio all’Agenzia del Territorio al 2014”. Il Comune, nella ricostruzione della maggioranza, non ha revocato le delibere in via di autotutela per evitare che l’Agenzia  chiedesse i danni. Meglio aver seguito il percorso del pronunciamento del Tar, ha puntualizzato l’assessore al Bilancio Attilio Monosi.