Eni, petrolio in mare. Bonelli: “Monitoraggio inesistente”

eni raffineria

TARANTO- Petrolio in mare, fumo nero dalle torce dell’ENI di Taranto e forte puzza di gas in città. Sono state ore difficili per i cittadini del capoluogo ionico che hanno dovuto fare i conti con tutto questo e con il maltempo che si è abbattutto in serata. Ed è stato un fulmine all’origine del black out alla raffineria ENI che ha provocato lo sversamento in mare di materiale liquido.

“E’ assolutamente tutto sotto controllo, la chiazza non si è dispersa al largo ma è tutta sotto costa, non c’è necessità di circoscriverla in mare”. Lo ha fatto sapere la Capitaneria di Porto di Taranto, subito al lavoro insieme agli operatori della società ecotaras. Il materiale finito in acqua dal canale A dell’Eni – spiegano – “sembrerebbe prodotto idrocarburico molto leggero” e l’Arpa, intanto, analizzerà i campioni raccolti. La chiazza oleosa che si è allargata sullo specchio di mare davanti alla raffineria aveva una estensione di 80 metri e un’ ampiezza di 10: per fortuna tutto è rimasto sotto costa perché il vento l’ha compattata e spinta verso riva, senza disperderla. Le barriere oleoassorbenti sono riuscite a contenerle.

L’Eni spiega “che ci sono minime tracce di idrocarburi nell’area di contenimento predisposta nella costa antistante la centrale di Taranto. A causa di un blocco della corrente elettrica, legata alle avverse condizioni meteorologiche – comunica l’azienda – si sono verificate minime fuoriuscite di idrocarburi legate all’effetto di ‘trascinamento’ ovvero al blocco improvviso degli impianti”.

Angelo Bonelli dei Verdi e consigliere comunale del capoluogo ionico ha deciso di presentare una denuncia in procura a Taranto “perchè non sarebbero attive le centraline perimetrali di monitoraggio previste dall’Aia. Ma chi controlla in questo paese – conclude Bonelli – che l’inquinamento non venga tollerato?».