L’ora dei Martiri di Otranto, dal patibolo all’altare

Martiri d'Otranto

L’ha definita una festa. La festa di chi non abbandona la speranza. La festa di chi sacrifica anche se stesso per la fede in Dio. Con queste parole Papa Francesco ha proclamato gli 813 Martiri di Otranto, Santi. Un momento atteso da secoli dalla comunità cristiana e soprattutto dal Salento che nei suoi Martiti ha sempre visto una guida spirituale.

La canonizzazione voluta nel 2007 da Papa Benedetto XVI, ufficializzata lo scorso 11 febbraio, è stata la prima per Francesco che ha potuto elevare agli onori dell’altare più di 800 Santi. Assieme ai Martiri di Otranto, infatti, sono state canonizzate anche Laura Montoya, colombiana, e Maria Gadalupe Garzia Zavala, messicana.

Il Pontefice ha ricordato la storia dei Martiti, sottolineando la grandezza della loro fede.

Ma i Martiri d’Otranto non sono relegati alla storia passata. Tutt’altro. Per Papa Francesco il loro esempio deve aiutare chi, oggi, viene perseguitato per la propria fede.

Ad assistere alla solenne cerimonia una Piazza San Pietro stracolma di fedeli. Oltre 7.000 quelli arrivati dal Salento per assistere a questa giornata così densa di significato. Tra loro anche i rappresentanti politici e istituzionali del nostro territorio.

Il canto delle Litanie dei Santi ha aperto la messa. Il Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, accompagnato dai postulatori, ha rivolto al Papa le tre ‘petitio’ per chiedere la canonizzazione dei Beati. Il Papa, con la formula di Canonizzazione pronunciata in latino, li ha proclamati Santi. A sostegno della causa anche il miracolo della guarigione di Suor Francesca Levote graziata per intercessione dei Santi Martiri.

Papa Francesco ha concluso la celebrazione con un messaggio rivolto a tutti i fedeli, a tutto il popolo italiano, affinchè si possa “guardare con speranza al futuro, confidando nella vicinanza di Dio che non ci farà mancare mai la forza nei momenti difficili”.