Fanghi tossici, ancora un sequestro

NOE

BRINDISI   –   I rivoli di fanghi tossici vengono allo scoperto uno dopo l’altro nelle campagne di Brindisi. L’ultimo individuato dai Carabinieri del Nucleo Ecologico di Lecce scorreva in un terreno agricolo di 15.000 metri quadri,insieme ai fanghi dragati nel porto di Taranto, erano stati tombati e stoccati rifiuti speciali: plastica, ferro e materiale di risulta edile.

Da qui il sequestro preventivo urgente dell’area e la segnalazione del proprietario alla Procura di Brindisi per l’ipotesi di gestione illecita di rifiuti speciali ed esercizio di discarica abusiva.

Sequestrato anche l’autocarro di una società di trasporti del brindisino, già utilizzato per lo stoccaggio di fanghi nei terreni in Contrada Mascava. Lo scorso 25 marzo, i sigilli erano infatti scattati su altri tre terreni, tra Brindisi e S.Vito dei Normanni, dove erano state tombate illecitamente 15.000 tonnellate di fanghi tossici, materiale proveniente dalla bonifica dall’ex area Belelli del porto ionico.

Fanghi solitamente utilizzati per i ricolmamenti nelle aree ad uso industriale con falda acquifera naturalmente salinizzata e in questi casi, invece, mescolati con il terreno, all’ombra degli ulivi. L’ultimo sequestro arriva a due giorni dall’intervento dei Carabinieri del NOE nelle campagne brindisine nei pressi della Cittadella della Ricerca: i militari, guidati dal Maggiore Nicola Candido, avevano apposto i sigilli su due aree di un ettaro ciascuna, a ridosso della statale per Taranto. Anche in quel caso il proprietario del terreno era stato segnalato all’Autorità Giudiziaria. Sono 4, invece, le persone già iscritte nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta avviata dal PM Giuseppe De Nozza.

E le indagini proseguono per individuare eventuali ulteriori siti contaminati e per accertare ogni responsabilità.